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Secessione e avanguardia in mostra alla GNAM

L’arte in Italia prima della Grande Guerra

 

 

La Galleria Nazionale d’Arte Moderna (viale delle Belle Arti 131) ospita una grande mostra sulle manifestazioni artistiche che hanno caratterizzato un periodo ricco di fermenti ideologici, il decennio dal 1905 al 1915, immediatamente precedente lo scoppio della prima guerra mondiale. Fu un momento segnato da contrasti politici e sociali, durante il quale artisti e critici si interrogano sui concetti di modernità e di avanguardia.

L’esposizione, curata da Stefania Frezzotti, potrà essere visitata fino al 15 febbraio 2015.

L’Ottocento, con le sue correnti e i suoi aneliti di libertà era ormai tramontato, e con esso la mitologia positiva della belle époque. L’unificazione nazionale era compiuta da tempo, ma lo scenario politico era quanto mai vivo e diviso.

I giovani artisti entravano in aperto conflitto con il consolidato sistema ufficiale e delle esposizioni, contestando i criteri conservatori e selettivi che ne regolavano la partecipazione, rivendicando autonomia di ricerca e libertà di espressione.

Gruppi di artisti italiani – più o meno giovani – si associavano nel segno della Secessione, come era già avvenuto a Vienna, Monaco, Berlino e in altri centri europei. La Secessione si può interpretare alla lettera, come netta divisione, ma si può anche intendere come una manifestazione che raccoglieva le forze più innovative intorno a concetti modernisti, in cui non tardarono a penetrare elementi di avanguardia.
Nel 1905 Umberto Boccioni e Gino Severini organizzarono a Roma un primo germe di opposizione: la Mostra dei Rifiutati al Ridotto del Teatro Nazionale. Tra il 1908  e il 1814 le manifestazioni di Ca’ Pesaro a Venezia e la Secessione romana evidenziarono le esigenze di rinnovamento e di apertura internazionale della cultura, mentre i Futuristi esponevano a Roma, nella Galleria Sprovieri. Se Ca’ Pesaro e la Secessione romana rappresentavano un’avanguardia moderata, il Futurismo, assai più radicale, voleva incidere in modo rivoluzionario non solo sul linguaggio artistico ma anche sulla realtà sociale e politica.

L’esposizione si conclude con lo scoppio della Grande Guerra, evento sconvolgente che pose fine alle aspirazioni avanguardiste, smorzandone lo slancio vitale. All’interventismo futurista, pieno di entusiasmo, e alla nuova iconografia della guerra, si andavano contrapponendo il silenzio e l’assenza della poetica di De Chirico, simboli dell’imminente dramma.

La mostra “Secessione e avanguardia. L’arte in Italia prima della  Grande Guerra 1905 – 1915” può essere visitata dal martedì alla domenica dalle 10.30 alle 19.30, il venerdì fino alle 22.00. Il lunedì è chiuso. La prima domenica del mese l’accesso è gratuito. 

 

di Alessandro Venditti
13 novembre 2014

© Riproduzione Riservata

 


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