Fu reso famoso dai "ragazzi di via Panisperna"

L’Istituto Fisico in cima al Viminale

Nei primi anni di Roma capitale, molti beni espropriati alle Clarisse del convento di San Lorenzo in Panisperna vennero trasformati in istituti scientifici universitari, sottoposti al ministero della Pubblica Istruzione. Nella stessa area fu decisa la costruzione del nuovo Istituto Fisico, sulla cima del Viminale, presso le strutture dell’ex coro delle monache e del campanile, dove però erano presenti numerosi resti di costruzioni romane. A nulla valsero le proteste dell’archeologo Rodolfo Lanciani, e la palazzina venne edificata tra il 1877 e il 1880, sotto l’attenta supervisione di Pietro Blaserna, che dal 1872 ricopriva la cattedra di Fisica Sperimentale e con la spesa di 100 mila lire.

La palazzina, in un sobrio ed elegante stile umbertino, ha una pianta a forma di ferro di cavallo. Sul pianterreno, rivestito esternamente in blocchetti di tufo, si innestano i due piani superiori, digradanti. L’ingresso posteriore, dalla parte di via Balbo, è preceduto da un piccolo spiazzo decorato da una fontana. Il portale è affiancato da due antiche colonne del IV secolo, forse rinvenute nell’area, sormontate da capitelli corinzi a foglia d’agave. A sinistra del portale, una targa in marmo rende nota l’altitudine del luogo: 51 – 52 metri sul livello del mare.

La sistemazione del giardino suddiviso in aiuole che si vede tuttora davanti all’ingresso principale faceva parte della originaria progettazione. Vi furono piantati alberi di magnolie, pini e lecci, che andarono a integrare il vicino giardino dell’Istituto di Botanica.

I due ingressi sono raccordati internamente da un vestibolo con volta a botte. Due scale rivestite in marmi poveri e con ringhiere in ferro battuto conducono ai piani superiori: la più piccola si trova a destra del portone posteriore, la più grande, presso l’ingresso principale, termina al primo piano.

Al piano terra furono sistemate, su indicazione dello stesso Blaserna, le aule per l'insegnamento teorico e pratico. La più grande, detta "l'Anfiteatro", una delle più ampie e funzionali dell'epoca, con un’ottima acustica e una perfetta visibilità, era destinata alle lezioni per gli studenti di fisica matematica e di ingegneria, oltre che a conferenze e seminari. La "Piccola Scuola", di dimensioni inferiori, era riservata ai corsi di matematica per chimici e a quelli di fisica del secondo biennio. Ancora al pianterreno, erano sistemate le sale per le esercitazioni di laboratorio, la camera del manometro e l'officina meccanica.

Nel seminterrato c’erano la camera delle pile e un impianto per la produzione di corrente continua, che sfruttava la caduta dell’acqua da undici cassoni sistemati in soffitta. Al primo piano si trovavano la biblioteca, la direzione didattica, la Camera elettrica, la Camera chimica, il Gabinetto per gli strumenti di precisione, l'Ufficio Centrale del Corista Normale.

L’Istituto era fornito delle apparecchiature più moderne dell’epoca.

Appena l’edifico fu ultimato, nel 1881, l’Istituto vi si trasferì dalla storica sede del Palazzo della Sapienza. Molteplici le iniziative di Blaserna per far conoscere le scoperte più significative del tempo. Grande risonanza ebbero le conferenze sul radio tenutesi tra il 1897 e il 1899 alla presenza della regina Margherita.

Blaserna avrebbe diretto l’Istituto fino alla sua morte, avvenuta nel 1918. Gli successe il professor Orso Mario Corbino, il cui grande merito fu quello di riconoscere il grande valore di un giovane fisico, Enrico Fermi, che diventerà il primo professore di Fisica Teorica in Italia. Poi verrà Franco Rasetti, con la cattedra in Spettroscopia. Tre studenti di Ingegneria passarono, nel giro di poco tempo, a Fisica: Emilio Segrè, Edoardo Amaldi ed Ettore Majorana. Era il primo nucleo di quei "ragazzi di Corbino" o "ragazzi di via Panisperna" che collaborarono a scoperte che avrebbero cambiato il corso della storia. Nel 1934 si aggiunsero al gruppo Bruno Pontecorvo e Oscar D’Agostino. Furono anni intensi ma brevi. L’Istituto venne trasferito nella Città Universitaria, inaugurata nel 1935 e nel 1937 l’edifico tornò al Ministero dell’Interno. Un anno dopo, la sorte di uno dei "ragazzi di via Panisperna" assunse i toni del mistero. Ettore Majorana spariva nel nulla, all’età di 32 anni. Del tutto vani i tentativi di ritrovarlo, molte e disparate le ipotesi sulle ragioni di quella scomparsa.

L’edificio ospiterà il centro studi e ricerche intitolato a Enrico Fermi e il Museo di Fisica.

di Antonio Venditti e Cinzia Dal Maso

09 marzo 2010

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