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L’autore di Ivanhoe vi si recò attratto dalle gesta degli antichi Orsini Walter Scott e il Castello di Bracciano Il famoso romanziere inglese Walter Scott, di passaggio per Roma, nel maggio del 1832 volle visitare il Castello di Bracciano, attratto da "certe gesta degli antichi Orsini". Della gita ha lasciato ampio resoconto J. G. Lockhart, che si è servito delle dirette testimonianze di Sir William Gell, e di Edward Cheney, accompagnatori dello Scott in quella circostanza. Le 25 miglia che dividono il lago da Roma rappresentarono un viaggio piuttosto faticoso, soprattutto per lo scrittore, molto stanco e malato. La vecchia strada non era affatto comoda: la sua pavimentazione risultava per metà distrutta, e le pietre sparse in disordine sul posto. Alla fine, però, con gran piacere di Sir Walter, comparve il maestoso Castello, "dominante da una parte la visione del bel lago con le sue sponde boscose, e dall’altra l’abitato di Bracciano". L’autore di "Ivanhoe" volle subito compiere il giro dei bastioni, essendo rimasto colpito dal "fosco aspetto delle torri gotiche", costruite con "la nera lava che un tempo aveva formato il pavimento della strada romana, e che tanto aggiungeva alla loro corrucciata magnificenza". Quindi visitò gli appartamenti e volle ammirare il lago dalle finestre. Dopo aver rifatto il giro dei bastioni, cenò e si coricò nella camera a lui riservata. All’alba del giorno seguente Cheney lo trovò "già vestito e seduto nel profondo vano di una finestra con ampia vista sul lago e la regione all’intorno. Meditava sull’esistenza dei turbolenti signori di quell’antica fortezza, e prestò orecchio con interesse ad alcuni particolari della loro storia". |
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