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Fu dipinto a Tarquinia, nella Tomba della Scrofa Nera Un gatto a cinque zampe
Nella tomba tarquiniese della Scrofa Nera, attualmente in restauro, sono dipinti molti animali. Il più interessante si trova sotto il terzo letto della parete di fondo ed è un grosso gatto dal pelame maculato, della specie che gli zoologi definiscono "felis maniculata", di origine egiziana, da cui derivano i nostri simpatici felini domestici. L’animale è raffigurato di profilo verso destra. Ha avvistato una preda, un paffuto colombo, e si prepara a ghermirla. Il corpo è contratto, pronto al balzo. La groppa è inarcata, i lunghi baffi sono dritti e le orecchie vengono portate in avanti. La coda a striature concentriche è distesa, solo un po’ arcuata, con i peli dritti. Le zampette sono serrate, quelle anteriori distese e quelle posteriori pronte a dare lo slancio al corpo. Certo l’artista aveva avuto modo di osservare "dal vivo" il suo soggetto. In un secondo tempo, però, dovette decidere di rendere inequivocabile l’azione del gatto, aggiungendogli una quinta zampa, che si alza dietro la testa per dare un micidiale colpo d’artigli. Il colombo, dal suo canto, lo guarda scettico e poco preoccupato. Uno sgabello lo divide dal suo assalitore e probabilmente avrà tutto il tempo di mettersi in salvo, lasciando il gatto a bocca asciutta. |
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