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Partì da Parigi per festeggiare Napoleone e atterrò ad Anguillara

Lungo viaggio di un aerostato

di Cinzia Dal Maso

Il 17 dicembre 1804 uno strano oggetto cadeva dal cielo, andando a impigliarsi tra gli alberi a poca distanza dall’abitato di Anguillara, sulle rive del lago di Bracciano: era un pallone aerostatico realizzato da Jacques Garnerin e fatto partire da Parigi il giorno prima, davanti all’Hotel de la Ville, durante la grande festa data da Napoleone e Giuseppina per festeggiare l’incoronazione a Notre Dame. L’aerostato era costato la bella somma di 23.500 franchi ed era costituito da uno splendido globo decorato da tremila vetri colorati, con un foglio appeso, dove era ricordata la solennità. Aveva viaggiato per ben 22 ore, rischiando persino la collisione con la Tomba di Nerone, sulla Cassia, e lasciando appeso al monumento il pomo della cima con la corona imperiale, particolare che suscitò satire ed epigrammi. Gli uomini del marchese Giovanni Torlonia, duca di Bracciano, andarono a recuperare il relitto. Questo, però, si trovava sul terreno di Anguillara, e il duca di Mondragone ne rivendicava il possesso. Ne nacque una contesa che sarebbe andata avanti per un bel pezzo, se non fosse stata bruscamente interrotta da Pio VII. Il pontefice, infatti, sequestrava il pallone e lo faceva portare nella Floreria Vaticana. Napoleone, dal canto suo, fu molto felice che l’aerostato fosse arrivato a breve distanza da Roma, ritenendolo un segno del suo fulgido destino imperiale.

Dopo vari spostamenti, il pallone è oggi conservato nel Museo dell’Aeronautica Militare di Vigna di Valle.

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