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La necropoli di Populonia fu violata dagli stessi Etruschi

Il saccheggio delle tombe, un vizio antico

di Cinzia Dal Maso

Le centinaia di tombe della necropoli della Banditaccia costituiscono un complesso unico al mondo: grandi tumuli, alcuni dei quali raggiungono i 30 metri di diametro, con il basamento circolare a blocchi di pietra o scavato nella roccia; tombe scavate nel tufo, a forma di dado, se isolate, oppure con le facciate allineate in vere e proprie vie sepolcrali.

Molti di questi sepolcri al momento della scoperta risultavano violati e depredati dei ricchi corredi, uso purtroppo assai difficile da combattere e di lunghissima "tradizione". Gią gli antichi, infatti, non furono alieni da tali forme di rapina, come confermano gli scavi di Populonia. All'inizio del IV sec.a.C., in questo importante centro della Toscana la lavorazione del ferro, estratto nella vicina isola d'Elba, si era trasferito nella zona delle necropoli arcaiche, che vennero ricoperte dalle scorie, con strati in alcuni punti di sette metri di altezza. Una volta asportato il materiale che aveva sigillato la zona per oltre 2000 anni, alcune tombe risultavano profanate, e non potevano essere stati che gli Etruschi del III sec.a.C., gli ultimi ad averle viste prima che fossero completamente seppellite dagli scarti di lavorazione.

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