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I cavalli alati di Tarquinia rovesciati sui francobolli

      

Cinzia Dal Maso

L’etrusca Tarquina (Tarchuna) sorgeva sul colle della Civita, a circa 3 chilometri dalla città moderna. Qui sono stati rinvenuti resti delle mura in blocchi calcarei, di numerosi edifici e della cosiddetta “Ara della Regina”, una grande base rettangolare a blocchi di calcare che doveva costituire il podio di uno o più edifici sacri, con una grande scalinata d’accesso. Ai piedi della scalinata furono rinvenuti, nel 1938, due cavalli alati in terracotta policroma, databili al IV-III secolo a.C., mirabili per la bellezza del modellato e per il vibrante dinamismo, che dovevano far parte della decorazione frontonale del tempio soprastante. Fin dal 1958, il gruppo, considerato un simbolo di velocità per via delle ali, è stato preso a modello per alcune emissioni di francobolli espresso delle Poste Italiane. Non si riesce, però, a capire perché i cavalli, su questi francobolli, siano sempre stati raffigurati rovesciati, con le teste rivolte verso destra invece che verso sinistra.

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