Eccezionale scoperta archeologica a Porto (Fiumicino)
Un piccolo anfiteatro con vista sul mare
di Antonio Venditti

Grazie a una nuova scoperta archeologica si impone all’attenzione del grande pubblico uno dei siti più interessanti dei dintorni di Roma, ma anche uno dei meno conosciuti e frequentati: si tratta di Portus, la città che sorse intorno ai porti di Claudio e Traiano, nel territorio dell’attuale Fiumicino. Lo sviluppo economico e demografico raggiunto da Roma all’inizio dell’età imperiale aveva infatti reso necessaria l’apertura di un adeguato porto commerciale che sostituisse il modesto e inadeguato approdo fluviale di Ostia. Fu l’imperatore Claudio, in seguito all’ennesima carestia di grano, a dare inizio ai lavori poco a nord della foce del Tevere. Fu ricavato un bacino artificiale prolungato sul mare con lunghi moli. Quasi al centro dell’imboccatura dei moli sorgeva il faro, poggiante su una sorta di isolotto artificiale ottenuto mediante l’affondamento della carcassa della nave di Caligola utilizzata per il trasporto dall’Egitto dell’obelisco vaticano, lo stesso che oggi si innalza al centro di piazza San Pietro. A pochi anni dalla costruzione, le strutture del porto claudiano risultarono inadeguate a sostenere le violenze del mare, in quanto il bacino non offriva sufficiente protezione alle navi ed era troppo esposto al rischio di insabbiamento. Traiano realizzò con grandi scavi nell’entroterra un bacino esagonale profondo circa 4 metri e con una superficie di 330 mila metri quadrati, in comunicazione con il mare attraverso il porto di Claudio, che venne ad assumere la funzione di porto esterno. Tutto intorno si estendevano le banchine di approdo, i magazzini, i cantieri per le riparazioni e l’allestimento delle navi.

Qui, a partire dal I secolo d.C., arrivarono merci di ogni tipo da tutte le parti del mondo allora conosciuto - cibo, stoffe, animali esotici, schiavi, marmi preziosi - sulle navi che attraccavano prima nel grande bacino artificiale voluto da Claudio, poi nel più interno e protetto bacino esagonale traianeo. Particolarmente suggestivi i resti sparsi su una vasta area adiacente a quella dell’aeroporto Leonardo Da Vinci, soprattutto quelli del bel colonnato di travertino in stile rustico, delle banchine e dei moli.

Una nuova campagna di scavo, durata tre anni, è stata condotta grazie alla collaborazione della British School at Rome, della Soprintendenza per i Beni archeologici di Ostia, dell’Università di Southampton e dell’Università di Cambridge, sotto la direzione del professor Simon Keay. Nella zona tra i due bacini portuali, al centro di un grande palazzo di stile imperiale dell’epoca di Traiano, sono tornate alla luce le fondamenta di un edificio dell’inizio del III secolo d.C. della grandezza del Pantheon, misurante 42 metri di lunghezza e 38 di larghezza, mentre le pareti perimetrali di sostegno alle tribune dovevano essere alte almeno dieci metri: un anfiteatro certo più piccolo del Colosseo, ma sempre di ragguardevoli dimensioni, capace di accogliere circa 2 mila spettatori e probabilmente usato per lotte di gladiatori o di belve. Vi erano stati impiegati materiali di lusso e colonnati e tutto fa pensare che venisse usato da persone di alto rango, forse dallo stesso imperatore. Si tratta del primo anfiteatro scoperto nel cuore di una zona portuale e così vicino al mare, che oggi, per effetto dei detriti depositati dal Tevere, dista circa tre chilometri.

Gli scavi si sono concentrati sulla banchina del bacino esagonale, un’area esplorata già nel 1860. Fin da allora si erano rinvenuti alcuni elementi di quello che venne creduto un teatro. Furono anche segnati su una piantina, ma in seguito non se ne trovò più traccia.

Estremamente interessante è anche il cosiddetto Palazzo Imperiale, un grande complesso frequentato fino all’età bizantina, che seguì le trasformazioni del porto e che ha restituito pezzi marmorei di pregio, tra cui una testa raffigurante Ulisse o uno dei suoi compagni.

Simon Keay spera di poter dare nuova luce a un sito archeologico di rilevanza mondiale, il porto della Roma imperiale, una delle meraviglie del mondo, purtroppo ancora poco conosciuto, che dovrebbe essere considerato alla stregua di meraviglie come Stonehenge in Inghilterra e Anqkor Wat in Cambogia.

Inoltre, Porto fu sede già nel tardo impero di insigni memorie cristiane, come la basilica fondata nel IV secolo dal patrizio Pammachio per accogliere i pellegrini che si recavano a Roma.

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