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Il suo mascherone è
passato dal Foro alla Lungara per finire all’Aventino |
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Una fontana davvero senza pace |
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di
Antonio Venditti |
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Sull’Aventino,
a piazza Pietro d’Illiria, presso l’ingresso alla chiesa di Santa
Sabina, c’è una bella fontana con un mascherone marmoreo inserito
nella valva di una conchiglia e dotato di baffi fluenti e grandi
sopracciglia aggrottate, dalla cui bocca esce un piccolo getto
d’acqua che si va a raccogliere in un’antica vasca termale in
granito con due maniglioni scolpiti a bassorilievo. La sistemazione
della fontana, però, è piuttosto recente e la sua storia davvero
travagliata. Il mascherone era stato scolpito nel 1593 dallo
scalpellino Bartolomeo Bassi su disegno di Giacomo della Porta e
inglobato in un’edicola, per versare l’Acqua Felice in una grande
piscina rotonda di granito sistemata nel Foro Romano, che poi era lo
stesso luogo in cui era stata rinvenuta, presso l’Arco di Settimio
Severo. La vasca però era troppo bella per rimanere nel Foro a fare
da abbeveratoio per il bestiame nei giorni di mercato. Già Carlo
Fontana aveva progettato di trasferirla a Montecavallo, ma solo nel
1816 fu portata dove ancora oggi la vediamo, nella piazza di fronte
al Palazzo del Quirinale, presso il gruppo dei Dioscuri.
L’intervento fu affidato all’architetto Raffaele Stern, che lo
effettuò sotto la direzione del Commissario alle Antichità di Roma,
l’abate Carlo Fea. La vasca venne rialzata e inserita in una seconda
più bassa. Il mascherone, dal 1927, andò tristemente ad alimentare
un abbeveratoio alla Lungara, nel porto Leonino. La costruzione dei
muraglioni, però, lo avrebbe di lì a non molto sfrattato: nel 1890
il mascherone venne depositato nei magazzini comunali, dove rimase
fino al 1936, quando Antonio Munoz, all’epoca ispettore generale
delle Antichità e Belle Arti, ne dispose l’attuale e si spera
definitiva sistemazione. |
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