Un volume di Ginevra Conti Odorisio e Fiorenza Taricone
"Per filo e per segno" il cammino delle donne
di Cinzia Dal Maso e Antonio Venditti

Può sembrare assurdo, ma nel susseguirsi delle vicende umane è evidente una netta distinzione tra la storia delle donne e quella degli uomini, mai stati uguali, ma a dir poco diversi: le donne hanno vissuto e vivono la loro femminilità molto spesso in modo non adeguato. Il femminismo è stata la forma di identità pubblica che le donne, prima una agguerrita minoranza poi in gruppi sempre più estesi, si sono date fin dal 1600. Forse non tutti sanno che la Venezia del Seicento, certamente non un "Paradiso delle donne", fu la città in cui sorsero le prime e radicali formulazioni dell’idea femminista, in opposizione alla tesi dell’inferiorità ontologica della donna nei confronti dell’uomo.

I tanti contributi del pensiero femminile per una parificazione di quei ruoli da sempre di esclusiva competenza maschile trovano degna collocazione nel volume "Per Filo e per Segno" di Ginevra Conti Odorisio e Fiorenza Taricone, che da molti anni si occupano di pensiero politico e questione femminile. "Per Filo e per Segno", una novità editoriale che approda al grande pubblico, il prossimo 4 giugno alle ore 16,30 verrà presentato presso la sala degli Atti Parlamentari della Biblioteca del Senato Giovanni Spadolini, in piazza della Minerva 38.

Il volume raccoglie una serie di testi scelti di autrici e di autori che si sono occupati della questione femminile dal Seicento alla prima metà del Novecento.

Per le due autrici, il senso di questa antologia è "dimostrare testi alla mano che la questione femminile non comincia con la rivoluzione francese, ma è sempre esistita. Storicizzare vuol dire mostrare che in ogni epoca le relazioni fra i generi sono state oggetto di analisi, dibattiti, contestazione e la situazione che si è affermata ha prevalso perché predominante". Da questi presupposti si rafforza la necessità di una nuova storiografia con "il compito di infrangere la nozione di normalità, di fissità, di inserire nella storia un profondo dibattito che non ha investito solo i ruoli e le funzioni pubbliche e sociali degli individui, ma le loro sfere più intime, i loro affetti".

In questa originale antologia è possibile visionare testi poco noti o introvabili, alcuni tradotti per la prima volta, come la relazione presentata al Congresso Internazionale dei diritti delle donne, a Parigi nel 1878, da Theodore Stanton, peraltro autore di The Woman Question in Europe. Un "figlio d’arte" di Elizabeth Cady Stanton, redattrice con altre donne nel 1848 - in vista della Convention di Seneca Falls - della Declaration of Sentiments ispirata alla Dichiarazione di indipendenza americana del 1776. E ancora testi di libere pensatrici come Jenny d’Héricourt e Juliette Lambert che nella seconda metà dell’Ottocento risposero agli attacchi misogini del socialista Pierre-Joseph Proudhon, oppure, quasi del tutto sconosciuti in Italia, quelli della riformista Charlotte Perkins Gilman, una delle prime esponenti delle scienze sociologiche americane, nota per "La donna e l’economia sociale".

Ma il tema privilegiato è quello dell’accesso delle donne ai diritti civili, politici e sociali, un excursus attraverso il pensiero politico e le esperienze di donne e di uomini che si sono occupati della questione femminile, da Mary Wollstonecraft a Olympe de Gouges, da Salvatore Morelli a Harriet Martineu.

L’intenzione delle autrici è di dimostrare per filo e per segno "che la questione femminile non comincia con la rivoluzione francese, ma è sempre esistita".

Seguirà la Tavola Rotonda "Voci della tradizione politica democratica", cui parteciperanno anche numerose personalità politiche, istituzionali e culturali, come Fausta Deshormes, direttrice onoraria della Commissione europea, Francesco Guida preside della Facoltà di Scienze Politiche Roma Tre, Simonetta Matone, capo di Gabinetto Ministero Pari Opportunità.

Organizzato dall’Università Roma Tre, Dipartimento di Studi Internazionali e dal C.I.S.DO.S.S. (Centro Internazionale per gli Studi sulle Donne nella Storia e nella Società), l’incontro offre l’occasione, prendendo spunto dal volume presentato, per soffermarsi a riflettere sul significato e sul recupero delle voci della tradizione politica democratica e sull’importanza di includere nella cultura della democrazia il tema dell’eguaglianza e della parità tra i generi.

L’incontro è dedicato ad Anna Maria Mammoliti, recentemente scomparsa, creatrice del Premio Minerva assegnato a donne che rappresentano esemplari modelli femminili per le loro capacità professionali e i valori positivi.

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