La mostra sarà ancora fino al 5 luglio a Palazzo Caffarelli
Record di visite per Beato Angelico
di Annalisa Venditti

A una ventina di giorni dalla chiusura, la mostra "Beato Angelico. L’alba del Rinascimento" allestita nelle prestigiose sale di Palazzo Caffarelli si è rivelata un autentico successo. Solo nei primi due mesi ha registrato 150.000 visitatori, con una media di 2.700 ingressi giornalieri, diventando così la seconda mostra in Italia per l’afflusso del pubblico, che ha potuto usufruire anche di un biglietto cumulativo, comprendente la visita ai Musei Capitolini.

Curata da Alessandro Zuccari, Giovanni Morello e Gerardo de Simone, l’esposizione – con numerose opere mai esposte in passato - si avvale di un comitato scientifico di altissimo profilo ed è la più grande mai dedicata a fra’ Giovanni da Fiesole dopo la monografica a Firenze e quella Vaticana del 1955.

La mostra, che intende celebrare il 550° anniversario della morte del Beato Angelico, è sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana ed è stata promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione, Sovraintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma, il Comitato Nazionale per i 550 anni della morte del Beato Angelico e Zètema Progetto Cultura.

Sono visibili per la prima volta in Italia la notevole e complessa predella di Zagabria con le Stimmate di san Francesco e l’uccisione di san Pietro martire, la problematica Annunciazione di Dresda (riassemblata nel XVI secolo), il pregevole frammento con San Giovanni Battista di Lipsia (forse collegabile alla pala di San Marco). Pressoché inedite sono l’Imago pietatis su pergamena di collezione privata torinese, eseguita dalla bottega del maestro ma la cui storia è interessantissima; i due raffinati laterali di trittico con i Beati e i Dannati (1430 c.), oggi conservati in una collezione privata americana.

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