Raffigura
il dio persiano Mitra che uccide il toro, lo splendido rilievo in
marmo bianco di Carrara recuperato dalla Guardia di Finanza a marzo
e presentato la scorsa settimana nel Ninfeo di Villa Giulia durante
una conferenza stampa con Anna Maria Moretti, sovrintendente per i
Beni archeologici dell’Etruria Meridionale, il procuratore aggiunto
della Repubblica Giancarlo Capaldo, Francesco Giro, sottosegretario
per i Beni e le attività culturali, Andrea De Gennaro, comandante
provinciale della Guardia di finanza, e il comandante del nucleo
Polizia Tributaria di Roma, Vito Augelli. Il rilievo, che pesa ben
15 quintali e misura un metro e 55 per un metro e 60, è solo il
frammento superiore di un’opera molto più grande non ancora
localizzata.
Le indagini erano partite lo scorso
autunno nell’area veientana e avevano portato alla scoperta di un
sodalizio illecito tra quattro cittadini italiani, uno dei quali
aveva fatto dissotterrare e trasportare il bassorilievo in una
masseria all’interno del Parco di Veio. L’11 marzo durante la
perquisizione in una proprietà sulla riva destra del Tevere sono
stati rinvenuti altri 51 reperti di grande valore.
Francesca Boitani, direttore
archeologo del comprensorio di Veio, ha spiegato come il culto del
dio persiano Mitra sia giunto a Roma veicolato dalle legioni
dell’Impero e poi sia stato avvicinato a quello del dio del Sole,
Helios. Da allora il culto misterico si è propagato come un mito di
fertilità e prosperità. Nell’opera si ripropone il binomio
Mitra-Toro, ovvero la costante rigenerazione della natura attraverso
il sangue miracoloso del toro. "Sono molte le analogie con la
religione cristiana", ha concluso Boitani.
L’operazione delle Fiamme gialle non
solo ha impedito che il bassorilievo fosse esportata in Giappone
attraverso un canale negli Emirati Arabi Uniti, ma ha anche permesso
l’individuazione di un sito archeologico fino ad allora sconosciuto.
"Il traffico dei reperti archeologici
è in netta ascesa – ha spiegato Augelli - e ha assunto sempre più
una portata internazionale". Per fortuna, ha aggiunto Capaldo, "la
procura di Roma è l’unica ad avere magistrati appositamente preposti
per il controllo e il recupero delle opere d’arte", anche se "le
leggi a tutela del patrimonio permettono ai criminali di cavarsela
troppo facilmente".
Il sottosegretario Giro, dopo aver
lodato il lavoro della Gdf, ha sottolineato lo sforzo del governo
per coordinare tutte le Forze dell’ordine a perseguire lo stesso
obiettivo: "difendendo il patrimonio difendiamo le nostre radici, le
nostre origini. Vengo bonariamente accusato di essere eccessivamente
filo-romano – ha continuato - e io rispondo che forse è vero ma
bisogna ricordarsi che Roma è la capitale del nostro Paese, la culla
della civiltà occidentale: un onore e un onere per un
sottosegretario la difesa del patrimonio artistico e culturale
dell’Italia". Giro ha inoltre spiegato l’evoluzione dei progetti di
cooperazione internazionale per prevenire e reprimere il commercio
dei reperti archeologici. "Durante il semestre europeo francese,
insieme al generale Giovanni Nistri, abbiamo promosso il ‘metodo
italiano’, ossia un eccellente lavoro di coordinamento e
investigazioni raffinate e sofisticate. Nonostante questo profilo
d’avanguardia, sono necessarie un’iniziativa politica maggiore e una
convergenza di normative europee. Il lancio di un modello europeo
per la lotta al traffico illecito prevede anche un incisivo
aggiornamento delle norme e delle sanzioni previste per chi commette
i crimini".
"Bisogna tradurre in fatti concreti
le sollecitazioni costruttive di questo tipo", ha insistito Giro.
"L’archeologia è fondamentale nelle priorità di questo governo.
Stiamo discutendo del progetto di recupero e sviluppo del centro di
Roma. Ci stiamo concentrando sul Palatino, sull’Appia Antica e
soprattutto sul Colosseo: partiranno lavori di restauro del
monumento ed è in discussione la possibilità di costruire una
cancellata che circondi anche l’Arco di Costantino per limitare o
almeno regolamentare le attività degli ambulanti. Abbiamo a
disposizione 50 milioni di euro di fondi interni, ma non dobbiamo
dimenticare che la Capitale è un sito Unesco. Servono scelte
coraggiose per reperire i finanziamenti economici".
Dell’argomento si parlerà a Nuova
Spazio Radio (88.150 MHz), nel corso dell’Intervista possibile di
"Questa è Roma", il programma ideato e condotto dalla professoressa
Maria Pia Partisani, in studio con Livia Ventimiglia ogni mercoledì
dalle 13 alle 14 e in replica la domenica dalle 9.30 alle 10.30.