A Trastevere, a due passi da via
della Longara, c'è un palazzetto bianco che spicca tra i vecchi
edifici di via San Francesco di Sales: è la Casa della Memoria e
della Storia, un’istituzione del Comune di Roma alla cui attività e
gestione partecipano alcune Associazioni il cui scopo è conoscere e
condividere le testimonianze degli avvenimenti che hanno segnato il
Novecento. Qui svolgono il loro lavoro di ricerca, documentazione,
didattica e divulgazione storica, l'Associazione Nazionale Ex
Internati (ANEI),
l'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia (ANPI),
l'Associazione Nazionale Perseguitati Politici Antifascisti (ANPPIA),
la Federazione Italiana Associazioni Partigiane (FIAP),
la Federazione Nazionale Volontari della Libertà/Associazione
Partigiani Cristiani (FIVL/APC)
e l'Associazione Nazionale Ex Deportati nei campi nazisti (ANED);
l'Istituto Romano per la Storia d'Italia dal Fascismo alla
Resistenza (IRSIFAR), la
sezione didattica e alcuni archivi sonori e audiovisivi
dell'Associazione culturale
"Circolo Gianni Bosio" nonché il coordinamento della
Società Italiana di Storia Orale. Aderiscono alla Casa della Memoria
e della Storia associazioni e istituzioni che pur mantenendo le
rispettive sedi esterne parteciperanno alle attività e alle
iniziative: l'Associazione Nazionale delle Forze Armate Regolari
della Guerra di Liberazione; il Museo della Liberazione;
L'Associazione Nazionale dei Familiari Italiani Martiri.
L'edificio, che risale all’inizio del
secolo scorso, si presenta su tre livelli dalla parte che affaccia
su via San Francesco di Sales e su quattro dal lato che guarda
all’Orto Botanico. L' intervento di restauro – durato meno di un
anno - ha interessato 950 mq di superficie coperta e 300 mq di
terrazze. Grande attenzione è stata posta al comfort ambientale, con
l’inserimento di nuovi e moderni manti per la coibentazione
termo-acustica, di sistemi attivi per il trattamento dell'aria,
studiati appositamente per ottenere il massimo risultato nel
rispetto dell’ambiente e nel risparmio energetico.
Sono stati inoltre posizionati
speciali captatori di luce solare naturale e di aerazione lungo il
perimetro esterno della grande terrazza al piano primo, migliorando
la salubrità degli ambienti al piano terra.
Le
scelte architettoniche hanno visto l’utilizzo di tecniche e
materiali naturali e rispettosi della tradizione, in cui colore,
luce, forma e materia sono state unite in un sistema organico che
contribuisce a rendere la Casa della Memoria e della Storia un
edificio fortemente comunicativo. Completano il progetto i numerosi
accorgimenti per il definitivo abbattimento delle barriere
architettoniche.
La Casa della Memoria e
della Storia raccoglie,
conserva e valorizza il patrimonio librario, archivistico, sonoro e
audiovisivo di tutti i suoi componenti, assicurando il servizio di
accesso e fruizione per il pubblico, gli studiosi, le scuole e
rappresentando per la città di Roma un polo di attrazione
multidisciplinare estremamente qualificato, ricco di storie di
diverse generazioni. L’Istituzione si propone inoltre come un
qualificato centro di documentazione e di ricerca che
garantisca la conservazione e la tutela di importanti beni culturali
archivistici, librari, sonori, visivi, oltre a un fulcro per la
promozione di iniziative, progetti, pubblicazioni, manifestazioni
per approfondire il significato di momenti cruciali della nostra
storia. Si propone anche come sede di dibattiti, tavole rotonde,
convegni scientifici, attività.
L’edificio ospiterà presto il
Centro telematico di storia
contemporanea.
Fino al 28 febbraio 2009 nella Casa
della Memoria e della Storia di Roma è allestita la mostra
fotografica "Ellis Island: italiani d’America", che ripercorre
attraverso tre sezioni tematiche – "Partire", "Arrivare" e "Vivere
in America" - il difficile percorso di chi ha lasciato il proprio
paese in cerca di una nuova vita. Significativa importanza si è data
alle immagini, che più di ogni altro stimolo forniscono oggi la
ricostruzione di un’epoca ma anche il ritratto di un’umanità, che ha
molti tratti in comune con quella sofferente e speranzosa che
affolla adesso la vecchia Europa. Oltre alle foto, sono esposti
alcuni esempi di test intellettivi originali cui venivano sottoposti
gli immigranti.
Ellis Island è una piccola isola a
circa un miglio da Manhattan, i cui edifici rosso mattone ospitarono
per oltre sessant’anni, dal 1892 al 1954, la più grande massa
migratoria di tutta la storia contemporanea. Tutti venivano passati
in rassegna per verificare malattie o menomazioni, mentre la lunga
fila di nuovi arrivati saliva la ripida scala verso la grande,
assordante Sala di Registrazione. Iniziava il "labirinto ispettivo"
prima di essere ammessi negli Stati Uniti. Più di 100 milioni di
americani possono far risalire le loro origini a un uomo, una donna
o un bambino che passarono per Ellis Island. I numerosi casi di
rifiuto contribuirono a rendere Ellis Island un luogo di incertezza
e trepidazione, al punto di darle il nome di "isola delle lacrime".
La stazione dell’isola fu inaugurata il 1° gennaio 1892. Solo nel
periodo che va dal 1892 al primo ventennio del Novecento, circa 16
milioni di persone passarono per Ellis Island, da cinque a diecimila
al giorno.
Giovedì 26 febbraio 2009 ci sarà una
serata "in musica", con Giovanna Marini e Mariano De Simone,
profondi conoscitori del repertorio popolare.