Fino al 28 febbraio in mostra "Ellis Island: italiani d’America"
Una Casa per la Memoria e la Storia del Novecento
di Antonio Venditti

A Trastevere, a due passi da via della Longara, c'è un palazzetto bianco che spicca tra i vecchi edifici di via San Francesco di Sales: è la Casa della Memoria e della Storia, un’istituzione del Comune di Roma alla cui attività e gestione partecipano alcune Associazioni il cui scopo è conoscere e condividere le testimonianze degli avvenimenti che hanno segnato il Novecento. Qui svolgono il loro lavoro di ricerca, documentazione, didattica e divulgazione storica, l'Associazione Nazionale Ex Internati (ANEI), l'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia (ANPI), l'Associazione Nazionale Perseguitati Politici Antifascisti (ANPPIA), la Federazione Italiana Associazioni Partigiane (FIAP), la Federazione Nazionale Volontari della Libertà/Associazione Partigiani Cristiani (FIVL/APC) e l'Associazione Nazionale Ex Deportati nei campi nazisti (ANED); l'Istituto Romano per la Storia d'Italia dal Fascismo alla Resistenza (IRSIFAR), la sezione didattica e alcuni archivi sonori e audiovisivi dell'Associazione culturale "Circolo Gianni Bosio" nonché il coordinamento della Società Italiana di Storia Orale. Aderiscono alla Casa della Memoria e della Storia associazioni e istituzioni che pur mantenendo le rispettive sedi esterne parteciperanno alle attività e alle iniziative: l'Associazione Nazionale delle Forze Armate Regolari della Guerra di Liberazione; il Museo della Liberazione; L'Associazione Nazionale dei Familiari Italiani Martiri.

L'edificio, che risale all’inizio del secolo scorso, si presenta su tre livelli dalla parte che affaccia su via San Francesco di Sales e su quattro dal lato che guarda all’Orto Botanico. L' intervento di restauro – durato meno di un anno - ha interessato 950 mq di superficie coperta e 300 mq di terrazze. Grande attenzione è stata posta al comfort ambientale, con l’inserimento di nuovi e moderni manti per la coibentazione termo-acustica, di sistemi attivi per il trattamento dell'aria, studiati appositamente per ottenere il massimo risultato nel rispetto dell’ambiente e nel risparmio energetico.

Sono stati inoltre posizionati speciali captatori di luce solare naturale e di aerazione lungo il perimetro esterno della grande terrazza al piano primo, migliorando la salubrità degli ambienti al piano terra.

Le scelte architettoniche hanno visto l’utilizzo di tecniche e materiali naturali e rispettosi della tradizione, in cui colore, luce, forma e materia sono state unite in un sistema organico che contribuisce a rendere la Casa della Memoria e della Storia un edificio fortemente comunicativo. Completano il progetto i numerosi accorgimenti per il definitivo abbattimento delle barriere architettoniche.

La Casa della Memoria e della Storia raccoglie, conserva e valorizza il patrimonio librario, archivistico, sonoro e audiovisivo di tutti i suoi componenti, assicurando il servizio di accesso e fruizione per il pubblico, gli studiosi, le scuole e rappresentando per la città di Roma un polo di attrazione multidisciplinare estremamente qualificato, ricco di storie di diverse generazioni. L’Istituzione si propone inoltre come un qualificato centro di documentazione e di ricerca che garantisca la conservazione e la tutela di importanti beni culturali archivistici, librari, sonori, visivi, oltre a un fulcro per la promozione di iniziative, progetti, pubblicazioni, manifestazioni per approfondire il significato di momenti cruciali della nostra storia. Si propone anche come sede di dibattiti, tavole rotonde, convegni scientifici, attività.

L’edificio ospiterà presto il Centro telematico di storia contemporanea.

Fino al 28 febbraio 2009 nella Casa della Memoria e della Storia di Roma è allestita la mostra fotografica "Ellis Island: italiani d’America", che ripercorre attraverso tre sezioni tematiche – "Partire", "Arrivare" e "Vivere in America" - il difficile percorso di chi ha lasciato il proprio paese in cerca di una nuova vita. Significativa importanza si è data alle immagini, che più di ogni altro stimolo forniscono oggi la ricostruzione di un’epoca ma anche il ritratto di un’umanità, che ha molti tratti in comune con quella sofferente e speranzosa che affolla adesso la vecchia Europa. Oltre alle foto, sono esposti alcuni esempi di test intellettivi originali cui venivano sottoposti gli immigranti.

Ellis Island è una piccola isola a circa un miglio da Manhattan, i cui edifici rosso mattone ospitarono per oltre sessant’anni, dal 1892 al 1954, la più grande massa migratoria di tutta la storia contemporanea. Tutti venivano passati in rassegna per verificare malattie o menomazioni, mentre la lunga fila di nuovi arrivati saliva la ripida scala verso la grande, assordante Sala di Registrazione. Iniziava il "labirinto ispettivo" prima di essere ammessi negli Stati Uniti. Più di 100 milioni di americani possono far risalire le loro origini a un uomo, una donna o un bambino che passarono per Ellis Island. I numerosi casi di rifiuto contribuirono a rendere Ellis Island un luogo di incertezza e trepidazione, al punto di darle il nome di "isola delle lacrime". La stazione dell’isola fu inaugurata il 1° gennaio 1892. Solo nel periodo che va dal 1892 al primo ventennio del Novecento, circa 16 milioni di persone passarono per Ellis Island, da cinque a diecimila al giorno.

Giovedì 26 febbraio 2009 ci sarà una serata "in musica", con Giovanna Marini e Mariano De Simone, profondi conoscitori del repertorio popolare.

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