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Saggio di Annalisa Venditti sul giornale dei prigionieri lucani nel lager di Norimberga

"La Voce di San Gerardo" torna a farsi udire

C’è una Storia "diversa" da quella che si legge sui manuali, lontana da elaborazioni e interpretazioni, una cronaca che con semplicità ed efficacia viene raccontata dai documenti originali: residui o vive testimonianze di un tempo che siamo chiamati a storicizzare. E’ di fronte alla lettura delle fonti che il passato riemerge, si lascia osservare, analizzare e quindi conoscere.

Dopo l’8 settembre del 1943, con l’Armistizio firmato da Badoglio, molti militari italiani - rifiutandosi di aderire al Terzo Reich - furono fatti prigionieri e internati nei campi di concentramento tedeschi. Le stime parlano di 600.000 o forse più uomini che, fedeli alla propria scelta, conobbero la tragica esperienza dei lager. Nel corso dei suoi studi sull’argomento, Annalisa Venditti ha "riscoperto" e riportato all’attenzione un documento:"La Voce di San Gerardo", un giornale scritto nel campo di Biala Podlaska e Norimberga Langwasser da un gruppo di ufficiali lucani. In queste otto pagine, completamente realizzate e dipinte a mano, gelosamente custodite dalla famiglia di Michelino Pergola, uno degli internati, è racchiuso uno dei valori umani più importanti: la solidarietà. Invocando la protezione del Santo Patrono di Potenza, i prigionieri, vittime della fame e degli stenti, descrivono i giorni lontani da casa e dai propri affetti. Alla maniera dei giornali e delle riviste dell’epoca, "La Voce di San Gerardo" presenta vignette e pubblicità satiriche che ironizzano sulle condizioni degli internati, come la reclame delle "patatiglios", le sigarette di fortuna realizzate con le bucce di patate e le foglie di tiglio. Accomunati dalla stessa sorte, uniti nella sventura, questi giovani ufficiali trovarono nella tetra atmosfera del lager la speranza di una possibile rinascita, suggerita dal calore delle loro comuni origini."Nel fango pietrificato dal gelo nacque un fiore" - così è scritto nell’articolo di fondo. Il documento è tra l’altro impreziosito dai disegni a pastello e acquerello di due artisti del gruppo, Michelino Pergola e Mauro Masi.

Una prima analisi de "La Voce di san Gerardo" è stata condotta da Annalisa Venditti nel volume "Da Cannes a Tarnopol", dedicato alla storia di due internati militari: l’artista trentino Michelangelo Perghem Gelmi e il professore di filosofia sondriese Francesco Piero Baggini.

di Cinzia Dal Maso

 

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