La
Galleria Angelica della Biblioteca Angelica (via di S. Agostino, 11)
ospiterà fino all’8 maggio una mostra di Annamaria Russo. Nata a San
Salvatore Telesino, ma romana d’adozione, l’artista si è formata
all’Accademia di Belle Arti di Napoli e Roma con Greco, Ciarrocchi e
Capogrossi. Fino al 1997 ha insegnato a Roma nella scuola pubblica.
Ha già esposto in importanti spazi romani come il Complesso
Monumentale di San Michele a Ripa, Palazzo Ruspoli, il Museo
Barracco e l’Archivio di Stato. Con "Tracce in ceramica nella
Biblioteca Angelica" la prolifica artista presenta una selezione di
piatti da parete in cui la forma circolare diviene al tempo stesso
espressione grafica e cromatica di un grande dinamismo attento alla
modernità.
La circolarità e l’accostamento
cromatico delle geometrie sono una costante della sua ricerca
artistica, che da sempre si fonda sulla più autentica e coraggiosa
sperimentazione. Attraverso un gioco istintivo la sua opera combina
l’espressione con la sensibilità individuale. Così, nel modellare
forme e colori, la sua opera ottiene di volta in volta risultati
diversi e sempre originali.
Le sue ceramiche sono il frutto di
una preciso studio del colore. L’obiettivo è restituire al
visitatore l’energia del segno, ridotto all’essenziale e proprio per
questo chiamato ad evocare gestualità ed emozione. L’astrattismo
degli ideogrammi, stesi con ampie pennellate sulla superficie
ceramica, si fonde con la circolarità dei piatti, originando
composizioni materiche e cromatiche di forte espressività. In alcune
opere il pennello genera un movimento vorticoso del colore, mentre
in altre la pennellata spezza in modo netto la superficie formando
eleganti geometrie. Le suggestioni che attraversano la mente di chi
osserva lasciano inevitabilmente una "traccia" del loro fascino
primigenio. In occasione della mostra è stato pubblicato un
catalogo/depliant con testi di Marina Panetta, Rosanna Barbiellini
Amidei, Marcella Cossu, Isabella de Stefano, Stefano Papetti e Irene
Pivetti.