Amore, archeologia e mistero in un libro di Jane Thynne
"La bilancia di Tutankhamon"
di Cinzia Dal Maso

Per rilassarsi sotto l’ombrellone nelle calde giornate d’agosto, cosa c’è di meglio di un buon libro? Se per giunta si tratta di una storia d’amore e di mistero ambientata in una elegante e compassata Londra anni ’20, ma le cui premesse affondano le loro radici nelle infuocate sabbie egiziane, allora gli ingredienti ci sono proprio tutti per una lettura piacevole e intrigante. "La bilancia di Tutankhamon" è il titolo del romanzo di Jane Thynne da poco in libreria nella collana "Narratori Corbaccio" (400 pagine, 19 euro).

Samuel Dux è un giovane quanto spiantato disegnatore inglese appena tornato dalla missione che ha portato alla scoperta della tomba di Tutankhamon, ma che lo ha profondamente sconvolto. A Londra trova lavoro presso un miliardario collezionista di antichità, che lo ospita nella casa in cui vive con la figlia Iris. Samuel e Iris si innamorano, ma il padre della ragazza osteggia la relazione e per liberarsi del giovane, lo accusa ingiustamente di aver rubato dalla tomba di Tutankhamon un prezioso reperto dai poteri misteriosi, la bilancia del cuore.

Il povero Samuel avrà il suo bel da fare per districarsi dal groviglio di menzogne che sembra non volergli lasciare scampo e per cercare di riconquistare la sua bella Iris, che lo crede un assassino. Anche se le cose sembrano mettersi male per lui, sarà aiutato da una forza sovrannaturale, dal magico oggetto che ha il potere di capire la purezza dei sentimenti: "la statua che aveva tenuto in mano, il cui volto era stato il primo a vedere in tremila anni".

Jane Thynne è una scrittrice e una giornalista inglese. Scrive per l’Independent, New Statesman, Guardian, The Times e The Saturday Times. Vive a Londra con suo marito, lo scrittore Philip Kerr, e con i loro tre figli.

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