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Un originale greco restaurato grazie all’HippoGroup Roma Capannelle

Torna ai Capitolini il cavallo di vicolo delle Palme

 

 

 

di Cinzia Dal Maso

Nel 1849, uno scavo in vicolo delle Palme a Trastevere riportava alla luce un capolavoro della bronzistica antica, un superbo cavallo pieno di vigore plastico, realizzato con il metodo di fusione a cera persa di tipo indiretto. Raffigurato forse nel momento precedente la partenza, mentre scalpita con le zampe posteriori e allunga in avanti la zampa anteriore sinistra. La zampa anteriore destra è sollevata e ritratta. Nella testa l’artista ha espresso al massimo la sua maestria con sorprendenti particolari naturalistici come le froge dilatate e l’asimmetria della posizione delle orecchie. Nelle orbite oculari ormai vuote dovevano essere inseriti globi e pupille probabilmente in pasta vitrea, mentre la criniera è tagliata cortissima, tranne un ciuffo che si erge sulla fronte.

Un’ampia apertura sul dorso dell’animale con bordi regolari e lisci era coperta dalla figura di un cavaliere, in seguito, probabilmente intorno alla metà del I secolo a.C., asportato e sostituito da un secondo. A quest’ultimo potrebbe riferirsi il piede in bronzo rinvenuto nello stesso luogo da cui proveniva il cavallo: eseguito con particolare finezza, doveva appartenere a un personaggio abbigliato alla greca.

Se la maggior parte degli studiosi concorda nel considerare il cavallo un originale d’arte greca, piuttosto discordi sono i pareri sulla datazione: oscillano dall’inizio del V secolo a.C. all’epoca di Fidia (seconda metà del V secolo a.C.), fino ad arrivare allo scultore prediletto da Alessandro Magno, Lisippo (IV sec. a C.), senza tralasciare cronologie ancora più tarde.

Grazie all’HippoGroup Roma Capannelle, che ne ha patrocinato il restauro, fino 16 settembre il cavallo di vicolo delle Palme potrà essere ammirato in tutta la sua originaria bellezza nella Sala degli Orazi e Curiazi dei Musei Capitolini, contornato dai magnifici destrieri affrescati sulle pareti dal Cavalier d’Arpino e dalle foto di Marco Delogu, che in uno studio a luce naturale costruito nell’ippodromo delle Capannelle ha immortalato purosangue liberi su fondo bianco, in una logica di totale sospensione, sottrazione e asciuttezza. Il fotografo ha anche dedicato una serie di scatti alle teste dei cavalli del Combattimento degli Orazi e Curiazi del Cavalier d’Arpino, isolandole dal loro contesto e donando loro una grande profondità tramite l’uso del basculaggio del banco ottico.

L’argomento verrà approfondito nell’Intervista possibile di "Questa è Roma!", la trasmissione ideata e condotta da Maria Pia Partisani, in onda ogni sabato mattina dalle ore 11 alle 12 su Nuova Spazio Radio (88.150 MHz).

(Foto di proprietà dei Musei Capitolini)

 

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