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Alla Sala Orfeo: la scena si sdoppia "Don Giovanni e Casanova", testo e regia di Marco Pupella, e "Uomor", recital a tre voci di Rosario Palazzolo: questi i due atti unici proposti Alla Sala Orfeo del Teatro dell’Orologio, fino al 13 novembre, da "La Compagnia del tratto" e dalla "Compagnia nuova Palermo". Il sipario si alza su un insolito incontro, quello tra il celeberrimo Casanova e il suo alter ego letterario, Don Giovanni. In una taverna, governata dalle affascinanti cure della sua locandiera spagnola, il libertino veneziano fa i conti con coscienza e ragione in un dialogo serrato che ha del surreale e del filosofico. Vita e morte, sottobraccio al compagno di sempre, l’intramontabile Amore, conquistano la scena e lo spettatore che meritatamente applaude all’impegno degli interpreti (Anton Giulio Pandolfo, Sandra Zerilli, Danilo Badalamenti e Giampiero Maria Tarantino). Nel secondo atto cambiano atmosfere e intenti. "Uomor", che si apre con un’illustre citazione (la pirandelliana differenza tra comicità ed umorismo), è una carrellata, ben costruita e ritmata, di scenette e testi di grandi autori e interpreti del Novecento: da Ettore Petrolini, Karl Valentin, Walter Chiari, Totò ad Achille Campanile, Giorgio Gaber, i Brutos e Stefano Benni. "L’idea dello spettacolo – spiegano Rosario Palazzolo e il regista Roberto Spicuzza – nasce da un bisogno, coscienzioso crediamo, di sollecitare la curiosità verso un teatro, un testo letterario, che rinneghi e nello stesso tempo vivifichi la dormiente cultura dei nostri tempi. Ciò può avvenire soltanto riascoltando quelle voci, spesso dimenticate, di coloro i quali hanno inaugurato un genere, controverso e affascinante. L’umorista è uno che, desolato e sornione, impassibile e sogghignante, riassume, constata". Al piano il maestro Vincenzo Biondo. |
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