Le dottoresse di Roma Antica

Curavano la sciatica, i reumatismi e la caduta dei capelli

di Annalisa Venditti

Si chiamavano "medicae" e nell’antica Roma curavano i malati alla stessa maniera dei colleghi uomini. Stiamo parlando delle dottoresse di duemila anni fa, quando la medicina era sicuramente empirica, ciò nonostante molto efficace. Il titolo presupponeva una formazione di livello superiore a quello delle comuni levatrici.

Le donne medico, infatti, dovevano aver studiato o magari aver seguito il corso di anatomia e chirurgia di un illustre collega. Come una certa Restituta che, in un’iscrizione funeraria, viene detta allieva di Tiberio Claudio Alcimo, medico imperiale. Libere, ma anche schiave e affrancate, cioè liberate dal loro stato di servitù, potevano esercitare da libere professioniste oppure presso una famiglia. In alcuni casi la loro attività fu legata addirittura alla casa imperiale. A prendersi cura di Livilla, sorella di Caligola, fu ad esempio una donna.

Alcune erano specializzate in particolari cure. Secondo il medico Galeno, la dottoressa Maia era celebre per il portentoso rimedio con cui era in grado di guarire i tumori benigni della pelle. Antiochìs, invece, aveva brevettato straordinari rimedi contro il mal di milza, la sciatica e i reumatismi. Una certa Cleopatra, autore di numerosi trattati medici, si era specializzata nella cura dell’alopecia, causa della caduta dei capelli.

Ad un commovente epitaffio funebre è affidato il ricordo di Scamptia Redempta, morta a Capua alla tenera età di 22 anni. I suoi cari la definirono "antistes disciplinae in medicina", ovvero "al primo rango dell’arte medica".

L’argomento è stato approfondito nel corso dell’ Intervista possibile di "Questa è Roma!", la trasmissione ideata e condotta da Maria Pia Partisani in onda ogni sabato mattina, dalle 11.00 alle 12.00, su Nuova Spazio Radio (88.150 MHz).

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