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Roma torna a vedere le stelle Il nuovo Planetario è all’Eur, nel Museo della Civiltà Romana Dopo oltre 20 anni dalla chiusura dello storico Planetario della Sala della Minerva alle Terme di Diocleziano, Roma torna ad ammirare le stelle, con una struttura nuova di zecca e ultramoderna, sistemata presso il Museo della Civiltà Romana all’Eur. In uno spazio di 300 metri quadrati, coperto da una grande cupola con un diametro di 14 metri, sulla quale si succedono - in tre fasce distinte - immagini, suoni, luci, l’astronomia diventa una storia indimenticabile e formativa, grazie anche ad una nuova tecnologia ottica e digitale. In questo ambiente dove l’acustica è particolarmente curata, circa 4500 stelle, costellazioni, nebulose e galassie, costituiscono una visione magica per gli spettatori, che hanno a disposizione oltre 100 posti a sedere su poltrone ergonomiche montate in file concentriche, per assistere alle rappresentazioni in tre fasce orarie: alle 9.30, alle 11.00 e alle 12.30. La Direzione Musei Scientifici della Sovrintendenza Comunale, diretta da Vincenzo Vomero, ha inserito il nuovo Planetario in un vasto complesso, comprendente un Museo Astronomico e un centro di documentazione per le scienze astronomiche. Gli spazi del Museo Astronomico, in costante aggiornamento, ospiteranno anche mostre sui principali eventi celesti e sulle più recenti scoperte astrofisiche. Particolarmente interessante è il percorso museale, grazie a modelli, postazioni interattive e diorami, che consentono al visitatore una vera e propria immersione nello spazio, dove è possibile accostarsi alla Scienza senza perdere la capacità di sorprendersi ed emozionarsi. Argomento della prima sala è la Terra, rappresentata con un grande modello. Nelle vetrine se ne ripercorre la storia geologica e si analizzano i tentativi compiuti dall’uomo per allontanarsene con i primi vettori spaziali. La seconda sala è dedicata alla Luna: oltre ad un grande modello a pavimento, in un angolo è un diorama della superficie lunare. Sulle pareti vetrine che raccolgono la storia delle varie missioni planetarie. Nella terza sala, sospesa a mezz’aria, vi è la successione dei pianeti rocciosi, Mercurio, Venere Terra e Marte con la documentazione delle sonde spaziali. La quarta sala, quella dei pianeti gassosi, descrive la successione dei corpi del nostro Sistema, con Saturno, Giove, Urano, Nettuno e Plutone. In un angolo è sistemato il diorama del satellite di Giove, Europa, sul quale si stanno concentrando le ricerche della vita nello spazio. Nella quinta sala si può ammirare lo spazio interstellare con stelle, nebulose, galassie ed una rappresentazione della scala delle distanze cosmiche. Nella sesta sala su un grande Geode video, si ripercorre la storia dell’osservazione del cielo attraverso i secoli, dall’immaginario pittorico di Giotto, Goya e Van Gogh alle innovative immagini del telescopio spaziale Hubble. Dall’ultima sala, attraverso un "buco nero", si torna sulla Terra, da dove era cominciato il percorso. |
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