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Con il pc a casa di Nerone: un’altra "aurea" meraviglia
Chiacchierato persino dai suoi contemporanei, incarnazione imperiale di ogni stravaganza, da sempre ingiustamente accusato delle più crudeli e turpi bassezze, tiranno per eccellenza, icona di celluloide della romanità corrotta: tutto questo è, nell’immaginario collettivo, Nerone. Chissà se basterà la lettura romantica e un po’ troppo romanzesca della sua vita, recentemente approdata in televisione, per far piazza pulita dei tanti luoghi comuni al negativo. Sarebbe l’unico merito da attribuire ad una fiction dai toni sentimentali, ampiamente condita da macroscopici anacronismi e infedeltà storiche. Ma si sa, la "grandezza" non ammette mezze misure e nel caso di una figura "mitica" come quella di Nerone non poteva essere altrimenti. Così nell’accusa perpetuata attraverso i secoli e nella recente e giusta riabilitazione storica del personaggio (a cui da anni gli studiosi di antichità classiche, peraltro, si sono dedicati) ad emergere è un dato di fatto: Nerone rappresenta a tutti gli effetti le contraddizioni dell’Impero romano, la fragilità di un potere che volle diventare universale e fu invece destinato ad un’inevitabile decadenza. L’imperatore amico del popolo, amante delle arti, di certo non restio alle megalomanie del suo rango, fu forse il primo a subirne le conseguenze. A bruciare insieme a Roma, in quel maledetto incendio del 64 d.C., fu soprattutto la sua fama, gettata alle fiamme sul banco inclemente della Storia. Ebbe più successo la versione dei fatti che lo immortala, con la città al fuoco, cantare come un pazzo la caduta di Troia dalla Torre di Mecenate, di quella, di certo verosimile, che lo narra direttamente impegnato negli interventi di spegnimento. Ed è sempre al centro delle cronache il nostro Nerone. Indirettamente protagonista, anche nel 2004, di un altro primato. La sua fantasmagorica dimora, la celeberrima Domus Aurea, dove il lusso si coniugava alla raffinatezza della decorazione e all’eleganza degli arredi, è il primo sito archeologico italiano che si avvale per la visita (su prenotazione: tel. 06.39967700) di una videoaudioguida. Si tratta di un piccolo prodigio della tecnologia, un palmare che consente di ammirare, proprio in loco, le ricostruzioni virtuali della struttura architettonica. Lo strumento, creato come valido supporto didattico alla guida tradizionale, permette anche un’esauriente visita individuale, offrendo preziosi dettagli sulle pitture conservate, spesso poste ad un’altezza troppo elevata per una chiara fruizione. Oltre a mappe orientative sui vari ambienti del palazzo, il palmare raccoglie informazioni sulle statue che si trovavano nella reggia ed oggi trasferite in appropriate sedi museali. La storia della Domus Aurea sarà approfondita sabato prossimo nel corso dell’Intervista possibile di "Questa è Roma!", la trasmissione ideata e condotta da Maria Pia Partisani, in onda dalle 9.30 alle 11.00, su Nuova Spazio Radio (FM 88.150 MHz). |
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