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“Coperte e copertoni” contro il gelo
Il gelo di questi giorni ha stretto Roma
in una morsa. Nelle prime ore del mattino, spesso le fontane sono apparse
impreziosite dal ricamo di lunghi cannelli di ghiaccio. Non sono mancati nemmeno
alcuni fiocchi di neve, che hanno spruzzato di bianco i colli più alti.
Un’atmosfera senz’altro suggestiva, ma al tempo stesso uno stato di emergenza
per tutti coloro che, senza una casa, hanno scelto di dormire per le strade
della Capitale, sotto un tetto di stelle, riparati soltanto da qualche
provvidenziale portico o dalle rientranze delle vetrine dei negozi. I poveri
giacigli fatti di scatole di cartone, i vestiti bagnati dalla pioggia, le scarpe
logore, non sono sufficienti ad impedire che il gelo penetri nelle ossa, aprendo
la strada, nella migliore delle ipotesi, a malattie difficili da curare per che
non abbia né casa né letto. Alcune notti fa, però, le vie di Roma sono state
percorse da una singolare “armata” di centauri su moto di ogni tipo e
cilindrata, con giubbotti di pelle, tatuaggi, borchie di metallo e caschi
integrali. Qualcuno avrà pensato a qualche regolamento di conti tra agguerrite
bande rivali. Niente di tutto ciò: era semplicemente scoppiata la guerra al
freddo e ai disagi dei barboni. Armati fino ai denti di coperte, sciarpe di
lana, maglioni pesanti, circa cento motociclisti si sono dati appuntamento sotto
la sede del XVIII Municipio, a piazza Irnerio, e da lì sono partiti,
sparpagliandosi a raggiera, per raggiungere i luoghi preferiti dai clochard: le
stazioni Termini, Tiburtina, Ostiense, via del Corso, piazza Colonna,
l’Esquilino. Si sono visti omoni dall’aspetto truce, con muscoli d’acciaio ma
con un cuore di burro, piegarsi tra mucchi informi di stracci ad offrire una
bevanda calda a povere vecchiette provate dagli stenti e ad uomini laceri,
abituati all’indifferenza della gente. L’iniziativa ha preso il nome, eloquente,
di “coperte e copertoni”. Suo ideatore è Umberto Tosoni, non nuovo ad imprese
del genere, sempre in prima linea per aiutare i diseredati, per proteggere gli
animali, soprattutto gli amati cani, dalle sevizie e dall’orrore delle scommesse
clandestine, spietato nella lotta alla piaga della droga, un animo gentile
dentro un corpo rude e possente, che gli ha permesso di essere guardia del corpo
di personaggi come Mickey Rourke. |
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