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Luigi Calamatta rifiutò di fare un ritratto a Lamartine

Una risposta davvero pungente

di Cinzia Dal Maso

Tra gli illustri personaggi che ebbero i natali a Civitavecchia, un posto a parte merita Luigi Calamatta. Nato il 21 giugno 1801, rimase orfano in tenera età e fu inviato da uno zio a Roma, all'Ospizio di S. Michele, perché vi apprendesse un mestiere. I suoi insegnanti si accorsero ben presto che il fanciullo era abilissimo nel disegno e lo introdussero all’arte dell’incisione. Uscito a 19 anni dall’Istituto, lavorò con valenti maestri, tra cui lo scultore Bertel Thorvaldsen. Fu a Parigi che il Calamatta raggiunse la gloria: le sue incisioni erano richiestissime ed erano ritenute insuperabili. Durante un banchetto nella Capitale francese, il poeta Lamartine, tristemente famoso per aver chiamato l’Italia "terra di morti", gli chiese di fargli un ritratto. Il Calamatta gli rispose di essere italiano e lo invitò a cercare fra i vivi chi gli volesse fare l'effigie.

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