Homepage  Specchio Romano Chi Siamo Grandi Mostre Le pagine in PDF Gli Articoli Specchio Etrusco Link & Banner Audio & Video Email

Le ombre della sera, doni votivi dai costi contenuti

di Cinzia Dal Maso

Sono tra le più singolari creazioni dell’artigianato etrusco. Popolano i principali musei archeologici italiani ed europei con le loro inquietanti sagome allungatissime: si tratta delle statuine bronzee dal corpo schiacciato come una lamina e il volto plastico, provenienti soprattutto da Volterra, ma anche dall’area del lago Trasimeno, dai dintorni di Ancona e dal santuario di Diana presso Nemi. Sembra che sia stato Gabriele D’Annunzio, durante un suo soggiorno a Volterra, a chiamare "Ombra della sera" una di queste statuette, un bronzo di giovinetto conservato nel Museo Guarnacci. La felice denominazione passò in seguito a tutte le sculture di questo tipo. Il confronto con certe espressioni dell’arte moderna viene spontaneo. Tutta l’attenzione dell’artista si è concentrata sul volto, mentre la figura si allunga innaturalmente con un’esasperata stilizzazione. Ne sporgono solo i piedi, il sesso e qualche attributo del culto. La curiosa forma si può spiegare con la loro destinazione devozionale. L’Ombra del Museo Guarnacci, ad esempio, misura 57 centimetri, quasi due piedi, pur pesando solo 1.322 grammi. "Il traguardo di due piedi – spiega l’archeologo Paolo Moreno nel suo volume ‘Il genio differente’– sarebbe stato raggiunto con una spesa limitata. La figura allungata direbbe l’ambizione di autorappresentarsi, da parte di chi intendesse adoperare poca della costosa lega, a scapito dell’organicità della raffigurazione".


INDIETRO

© 2003 - Grafica e layout  sono di esclusiva proprietà di www.specchioromano.it