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La pianta svelò a Giovanni di Castro la presenza dei giacimenti di alunite

L’agrifoglio e la fortuna di Allumiere

di Cinzia Dal Maso

La città di Allumiere deve il suo nome e la fortuna ai giacimenti di alunite, minerale da cui si estrae l’allume, ancor oggi assai utile, ma un tempo veramente prezioso per l’industria tessile - come fissatore dei colori e per la lavorazione della lana - per conciare le pelli e in medicina, come emostatico.

L’importante risorsa fu scoperta intorno al 1460 da Giovanni Di Castro, infaticabile viaggiatore e commissario dello Stato Pontificio. Passeggiando nella zona, si era accorto che vi cresceva una fitta vegetazione di agrifogli. Incuriosito, si spinse sui monti circostanti, in luoghi impervi e disabitati, trovandovi intere macchie di queste piante. Giovanni si ricordò di un’osservazione fatta durante un suo soggiorno in Turchia: l’agrifoglio cresce più abbondante e rigoglioso dove, nel sottosuolo, si trova l’alunite. Alcuni saggi di scavo ne rivelarono la presenza, confermando la sua geniale intuizione. Nel 1462 Di Castro ottenne la concessione per estrarre l’alunite, con grande beneficio per l’industria tessile italiana, non più costretta a pagare cifre esorbitanti per importarla dalla Turchia. Purtroppo, le trincee scavate a cielo aperto per circa tre secoli, alla ricerca del minerale, hanno alterato non poco un ambiente naturale per altri versi veramente suggestivo.

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