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Palmitessa dipinge il suo Teatro con un nuovo, avvincente, spettacolo

Controverse femminilità in bilico su lastre di ghiaccio

Tra gli spettacoli più interessanti andati in scena nella trascorsa stagione teatrale, segnaliamo il nuovo lavoro del regista Stefano Maria Palmitessa: "Lastre di ghiaccio". Scritto da Francesca e Natale Barreca, lo spettacolo si inoltra - con un linguaggio enigmatico e attraverso studiate coreografie corporee - nella storia di quattro donne.

"Si conoscono appena e si frequentano poco – leggiamo nelle note di presentazione - anche se legate da vincoli di sangue. Un incontro estivo svelerà la durezza dei caratteri, la loro determinazione e la freddezza decisionale".

Fin qui, la trama. Eppure, dalle prime battute, si percepisce - netta e inalienabile - una sorta di cappa o mantello nero che aleggia e cala a balzi sulle protagoniste. I dialoghi serrati si accompagnano alle movenze dei corpi, alla mimica facciale, allo stesso volgersi degli occhi che Palmitessa intende come sostanziale espressione.

C’è un legame che stringe e avvolge queste femminilità esasperate, grottesche, a tratti persino surreali. Da un lato un’arcigna ed egoistica visuale sulla maternità, dall’altro un rapporto filiale compromesso, a tratti subìto, sofferto. Donne vittime e carnefici le une delle altre. Donne geishe, portatrici di vita e di morte, donne virili e fragili, donne svuotate dai sentimenti e piene dei loro segreti. La famiglia si scopre gabbia, albergo di sconvenienti rivelazioni, inaspettate sulla scena e alle orecchie di chi le sente, in platea, e persino dietro le quinte di quello spettacolo che le ospita. Stefano Maria Palmitessa, noto esponente del teatro contemporaneo incentrato sull’estetica visuale, spiega con queste parole perché ha voluto metterlo in scena: "l’azione prevede quale componente essenziale elementi scenografici che non rappresentano più l’ambiente sociale in cui prendono vita i personaggi dell’opera teatrale e non sono più neanche un fondale decorativo della stessa. Essi devono, con la mimica e una recitazione venata di senso del grottesco, condividere il dramma, sottolinearne i significati segreti".

Palmitessa fa un teatro coraggioso e sperimentale nel senso più semplice e puro della parola: le sue regie non temono di considerare la scena un quadro e gli interpreti figure che lo compongono. Palmitessa "dipinge" le sue opere, i visi e i corpi dei suoi attori e gioca con la musica e le vibrazioni che questa produce attraverso il movimento dei corpi negli occhi di chi guarda, quindi vede e poi immagina.

Bravissime le attrici in scena per "Lastre di ghiaccio": Ester Albano, Mary Fotia, Mattia Genovesi, Monica Maffei, Eleonora Micali e Giulia Tuzzi. Le coreografie sono state curate da Mara Palmitessa, le macchine sceniche da Silvano Martorana e le musiche sono di Silverio Scramoncin. Il make-up – fondamentale per le scelte registiche e la resa finale dell’interpretazione - è a cura dell’Accademia di Trucco Professionale di Roma. Il body painting è realizzato da Manuela Giorgino.

di Annalisa Venditti

16 giugno 2013

 

 

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