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Presentato il libro di Silvana Galardi "L’Italia s’è desta"

Viaggio storico nei luoghi dell’Unità

"L’Italia s’è desta. Personaggi, fatti ed eventi risorgimentali nell’Alto Volturno" (Volturnia edizioni, 104 pagine con illustrazioni a colori e b/n, 20,00 euro), è un recente volume di Silvana Galardi, molisana doc e ricercatrice infaticabile della storia della sua terra. Con un linguaggio vivace e scorrevole che rende la lettura estremamente piacevole, l’autrice traccia un quadro preciso e dettagliato degli avvenimenti che, negli anni cruciali del Risorgimento, interessarono le terre attraversate dal Volturno, zona di confine tra il Regno delle Due Sicilie e lo Stato Pontificio. Il lettore è coinvolto negli episodi accaduti principalmente tra l’ottobre e il novembre del 1860 al Macerone, a Venafro e a Isernia, puntualmente inquadrati nel contesto nazionale, se non internazionale, della vicenda risorgimentale che trova in questi eventi una prima conclusione e impostazione politica.

La Galardi, laureata in Pedagogia e Filosofia presso l’Università di Cassino e fondatrice dell’associazione culturale "Circolo dell’Ottocento Nicola Cimorelli", di cui è presidente, riesce a gettare una nuova luce su un meridione ricco di episodi di coraggio e abnegazione.

Silvana Galardi ha scelto significativamente per il titolo l’incipit del Canto degli italiani. Un concetto tanto caro a Mameli che torna nel ritornello di una poesia di poco posteriore, del dicembre 1847, "Dio e il popolo": "Che se il popolo si desta / Dio combatte alla sua testa / La sua folgore gli dà".

Il libro è stato presentato sabato scorso a Roma, presso la sede della Lega italiana dei Diritti dell’Uomo, a cura dell’Istituto Internazionale di Studi "Giuseppe Garibaldi".

Riccardo Scarpa, Segretario Generale della Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo, ha spiegato come questo non sia solo un libro, ma una ricerca e una metodologia di ricerca. "L’autrice – ha sottolineato – ha cercato di ricostruire uno degli episodi fondamentali per l’unità d’Italia, forse quello emotivamente più coinvolgente: l’incontro tra Vittorio Emanuele II e Garibaldi". Infatti, pur convenendo con l’opinione pubblica comunemente consolidata, secondo la quale l’incontro ufficiale è avvenuto a Taverna Catena, nell’attuale Vairano Scalo, frazione di Vairano Patenora (all’epoca aperta campagna), Silvana Galardi ha evidenziato che questo fu preceduto da quattro decisivi abboccamenti. In particolare, scrive l’autrice, "il primo si ebbe in contrada Favale nel comune di Sesto Campano ed esattamente nel punto in cui, sulla strada provinciale Pedemontana che da Venafro conduce a Vairano, si erge sul lato destro, subito dopo Sesto Campano e prima di Presenzano, un rudere abbandonato situato di fronte alla casa cantoniera del vecchio casello ferroviario, poco prima della linea di confine con il comune di Presenzano". Gli altri due ebbero luogo in località Pentime (il primo dei quali fu quello intercorso fra Cialdini e Salzano) e il quarto in località Inginocchiatoio - contrada Favale, nel comune di Presenzano".

Quindi l’unità d’Italia, seppure senza Roma, si è realizzata sul Volturno. "Certo un’unità molto diversa da quella immaginata da Mazzini quando il 9 febbraio del 1849 era stata proclamata la Repubblica Romana", ha aggiunto la giornalista Cinzia Dal Maso, passando poi a descrivere brevemente il contenuto del libro, che inizia con una rapida panoramica sullo scenario politico dell’epoca e prosegue con un esame del declino del regno di Francesco II, ormai abbandonato da tutte le potenze europee, che non volevano mettere a rischio i loro interessi e vedevano la sopravvivenza del Regno di Napoli come semplice utopia.

"Alla base delle motivazioni di questo libro c’è la passione per la mia terra e per la storia del Risorgimento", ha puntualizzato Silvana Galardi. "Ho provato un’emozione fortissima quando ho saputo che il primo degli incontri preliminari si era tenuto a Sesto Campano. Da allora ho approfondito l’argomento, consultando archivi privati e nazionali, biblioteche e intervistando i discendenti dei testimoni".

Il prof. Franco Tamassia, direttore dell’Istituto Internazionale di Studi "Giuseppe Garibaldi", ha fatto un’importante riflessione riguardo al rapporto tra il contributo di questa ricerca storica e il titolo stesso del libro. "L’Italia nel Risorgimento non è nata ma risorta: già all’epoca dell’antichità romana era una nazione, formatasi all’inizio del I secolo a. C. con le guerre sociali. Al Volturno, dove si è conclusa la prima parte del Risorgimento, l’Italia ha scoperto di essere sempre stata una nazione".

di Annalisa Venditti

28 novembre 2012

 

 

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