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L’architettura a misura d’uomo

Piazza Sempione

Monte Sacro si presenta come uno dei quartieri più belli di Roma, nato intorno al 1920 su progetto urbanistico dell’architetto Gustavo Giovannoni, realizzato da Innocenzo Sabatini, con la collaborazione dell’Istituto delle Case Popolari.

La piazza Sempione, il cuore del quartiere, è caratterizzata da un’architettura a misura d’uomo, fatta per una vita ricca di contatti. E’ l’unica parte del quartiere conservatasi intatta. Sul lato nord della piazza si erge un lungo edificio di stile rustico medioevale con l’orologio sulla sommità di una torre. Si tratta del cosiddetto "palazzo pubblico", arricchito alla base da un porticato, alle cui estremità dal 1924-25 due archetti si aprono per immettere con brevi sottopassaggi in due vie distinte: via di Monte Sacro e via Titano. Scopo della costruzione era ospitare, oltre alla delegazione e a una scuola, anche una sala polivalente per spettacoli.

Sul lato della piazza opposto al ponte Tazio si eleva la chiesa dei SS. Angeli Custodi, costruita contemporaneamente al quartiere, dove operava un certo numero di cooperative riunite in "Consorzio città Giardino Aniene". Ottenuto il contributo di 1.000.000 di lire da papa Pio XI, il Consorzio, sempre su progetto dell’architetto Giovannoni, avviò la costruzione del tempio.

Nel 1922, all’assistenza spirituale della popolazione pensarono i Caracciolini, chierici regolari minori dell’Ordine fondato da S. Francesco Caracciolo. All’inizio svolsero il loro ministero in una baracca. Nel 1924 fu usata, come cappella, la cripta della chiesa, che finalmente nel 1925 fu terminata dall’icp, succeduto al Consorzio.

La facciata della chiesa si presenta in cima a una scalinata di venticinque gradini con un portale munito di colonne, baldacchino e architrave recante la scritta Angelis Custodibus, titolo voluto da Pio XI, per ricordare la chiesetta dell’Angelo Custode di via del Tritone, che dovette essere sacrificata per l’ampliamento della strada.

L’interno si rifà a soluzioni barocche, sia nelle strombature degli archi delle cappelle laterali che negli intrecci di costoloni della volta o nell’ampia cupola di Aronne Del Vecchio.

Ai due lati della scalinata, in basso, due archetti, che completano armonicamente il quadro, introducono rispettivamente in una piazzetta cieca e, al di là di un cancello chiuso, ai servizi della chiesa stessa.

Nel progetto di Giovannoni, intorno alla piazza si dovevano costruire strade alberate e villini plurifamiliari circondati dal verde dei giardini, una sorta di borgo dove regnassero tranquillità e sicurezza.

La statua della Madonna al centro della piazza è del 1948.

di Antonio Venditti

04 aprile 2012

 

 

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