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Eccezionale scoperta durante i sondaggi archeologici

Un’imbarcazione romana al ponte della Scafa

Durante i sondaggi archeologici effettuati per la realizzazione del nuovo ponte della Scafa, tra Ostia e Fiumicino, un mese fa è stata fatta un’eccezionale scoperta, resa nota solo in questi giorni: dal fango e dall’argilla – a quattro metri di profondità - è riemersa la fiancata di una nave romana lunga circa 11 metri. Poiché nel fasciame non siano presenti chiodi o altri elementi ferrosi che congiungano le singole parti, il reperto si può datare alla prima età imperiale. Potrebbe trattarsi di una nave spiaggiata a seguito di una tempesta o di una piena.

"Un rinvenimento unico – spiega il soprintendente archeologico di Roma e Ostia Antica Anna Maria Moretti Sgubini - che indica come duemila anni fa la costa fosse arretrata di almeno quattro chilometri rispetto a oggi. Riteniamo che la nave sia stata vittima di un naufragio, ma ne sapremo di più quando avremo completato lo scavo. Abbiamo persino rinvenuto parte delle corde e di un ormeggio. Non sappiamo se in zona c'è anche altro da riportare alla luce". In attesa che si trovino la prua e la poppa, è impossibile stabilire di che tipo di nave si trattasse. Quello che colpisce di più è la straordinaria conservazione di un materiale così deperibile come il legno, dovuta essenzialmente allo spesso strato di argilla in cui era intrappolato lo scafo, che ha impedito al legno di marcire. La poca acqua che filtrava attraverso l’argilla ha mantenuto umida ed elastica l’intera struttura, come ha specificato l’archeologa Alessandra Ghelli.

Certo, ora si dovrà procedere a un delicatissimo lavoro di restauro: il relitto deve essere costantemente coperto d’acqua per non permettere al legno di seccarsi, quindi verrà trattato con una metodologia sofisticata.

E così, dal momento del ritrovamento, ogni sera lo scavo viene riempito d’acqua e ogni mattina è vuotato con le pompe, per permettere la ripresa dei lavori.

Complesso sarà anche l’eventuale trasferimento della fiancata. Tutte queste operazioni incideranno senza dubbio sulla tabella di marcia dell’esecuzione del ponte. "È impossibile stabilire quali saranno i tempi necessari agli studi", avverte Angelo Pellegrino, direttore degli Scavi di Ostia Antica. "Certo, con finanziamenti maggiori lavoreremo meglio e più velocemente".

Nel passato nella stessa zona erano state rinvenute altre imbarcazioni, ma di dimensioni molto inferiori. In occasione della realizzazione dell’Aeroporto di Fiumicino, alla fine degli anni Cinquanta, erano stati ritrovati i resti di sette antiche barche romane, esposte dal 1979 nel Museo delle Navi di Fiumicino, ma attualmente non visitabili, dal momento che l’edificio è chiuso dal 2002 per ristrutturazione.

Contentissimo anche il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro, secondo cui "non abbiamo trovato soltanto una nave ma forse un terzo porto di Roma". Giro spera che arrivi una spinta definitiva per risolvere l’annosa questione del museo delle Navi romane di Fiumicino chiuso al pubblico da troppi anni.

Vicino alla fiancata, insieme ad alcune anfore, c’erano resti di cordami, forse degli ormeggi, che potrebbero indicare la presenza di un altro porto romano, oltre a quelli di Claudio e Traiano. Il quadro si farà più chiaro man mano che proseguiranno gli scavi, quando sarà evidente se si tratta di un natante isolato o se ne riaffioreranno degli altri. Nello strato superficiale rimosso è presente materiale che farebbe pensare a una frequentazione del sito almeno fino al IV secolo d.C.

Visibilmente soddisfatto il ministro dei Beni culturali, Giancarlo Galan: "questa scoperta ci dice moltissime cose su quello che era il territorio e quello che succedeva duemila anni fa da queste parti. E' quindi un ritrovamento di assoluta importanza e ora potremo dedicarci allo studio di questa nave. Quanti reperti come questo o persino più importanti sono andati perduti perché non rilevati, o guardati con una sensibilità diversa. Per cose di questa importanza i fondi ci sono". Galan ha anche parlato del ruolo fondamentale dell'archeologia preventiva, garantendo che c’è piena collaborazione da parte del comune di Roma, committente del nuovo ponte.

Intanto è aumentata anche la sorveglianza della zona da parte delle forze dell’ordine, per impedire eventuali incursioni dei tombaroli. Già qualche giorno fa una pattuglia in borghese della guardia di finanza di Ostia ha sorpreso un malintenzionato che scavava nei pressi della zona transennata.

Per Mario Canapini, sindaco di Fiumicino, il ritrovamento deve essere occasione per il rilancio dell’area archeologica di Ostia e Fiumicino.

di Antonio Venditti

03 maggio 2011

 

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