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Appuntamento al Museo dell’Ara Pacis di via Ripetta

Oltre la mostra di Lotto: lezioni d’arte a Roma

Si conclude con l’appuntamento di oggi alle 18.30 il ciclo di incontri a ingresso gratuito "Oltre la mostra. Lezioni d’arte a Roma. Testi, immagini e filmati raccontano artisti e opere d’arte", che, in occasione delle grandi mostre romane in corso, si è posto l’obiettivo di stimolare l’esperienza personale dello studio e di una fruizione piacevole. Il progetto - ideato e curato da Fabiana Mendia per ArteInDiretta - è promosso da Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico - Sovraintendenza ai Beni Culturali con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura.

La lezione, dedicata a studiosi e appassionati di storia dell’arte, sempre presso l’Auditorium del Museo dell’Ara Pacis in via di Ripetta 160, ha per tema "La pittura anticonformista di Lorenzo Lotto, autore di intimi e intensi quadri psicologici" (focus sulla mostra "Lorenzo Lotto" alle Scuderie del Quirinale dal 2 marzo al 12 giugno 2011).

La lezione odierna, tenuta dalla giornalista e storica dell’arte Fabiana Mendia, della durata di due ore circa, si basa sull’esame di testi e immagini ed è inframmezzata da brani letti e interpretati da Antonio Merone. I testi tratti sono tratti da Vasari, Aretino, Lotto, Trismosin, Berenson, Zampetti, Bolzoni.

Fabiana Mendia si è laureata in Storia dell’Arte con Ferdinando Bologna presso la Facoltà di Lettere e Filosofia "Federico II" di Napoli con una tesi sul "Ritratto nella Scultura del ‘700 a Napoli" con particolari riferimenti all’attività di Giuseppe Sammartino e Angelo Viva. Si è specializzata in Storia dell’Arte e Archeologia con Giovanni Previtali presentando una tesi sul pittore "Giuseppe Cammarano 1760-1850". Attualmente è docente di Storia dell’Arte presso il IV Liceo Artistico "Alessandro Caravillani" di Roma e del Corso di Beni culturali e Storia e Teoria del Restauro (progetto sperimentale "Leonardo") presso lo stesso Istituto. Dal 1987 collabora al Messaggero come esperta e critica di arte per le pagine di Cronaca-Cultura e Cultura Nazionale. Si è anche occupata su richiesta dei redattori del giornale di danza, curando in particolare i festival organizzati da "Romaeuropa".
Nella seconda parte della lezione sarà proiettato un montaggio di un film-documentario, "Aspetti del carattere indagatore di Lorenzo Lotto: un colloquio ancora aperto tra l’artista e noi stessi".

Lorenzo Lotto è nato a Venezia verso il 1480. Al contrario dei suoi contemporanei Giorgione, Palma il Vecchio o Tiziano che esercitarono la loro arte nella città dei dogi, Lotto la lasciò subito. La sua formazione resta ancora un mistero. Passò il primo decennio della sua carriera a Treviso (1503-1506), nelle Marche (1506-1508), a Roma (1508-1510) poi Bergamo a partire dal 1513. Rientrò a Venezia nel 1525, a 45 anni, e vi fondò una bottega dalla quale si assentava spesso. Nel 1549 partì per Ancona e cinque anni più tardi entrò come oblato nella comunità francescana di Loreto. Morì nel 1557.

Lorenzo Lotto fu un grande pittore, ma anche un interessante innovatore, come nella vivace narrazione del ciclo dell’Oratorio Suardi a Trescore, per le tematiche bibliche e alchemiche, come pure nelle poetiche simbologie dei disegni che Lotto creò per le tarsie lignee del coro di Santa Maria Maggiore a Bergamo.

Gli esordi di Lotto, coetaneo di Giorgione, di Tiziano e di Raffaello, avvennero a Treviso presso la corte del vescovo umanista Bernardo de’ Rossi: qui egli incontrò Piero Maria Pennacchi, che lo introdusse alla pittura nordica. Dopo vari soggiorni nelle Marche, il "pictor celeberrimus" è attivo anche a Roma, primo tra i veneti a essere chiamato da Giulio II della Rovere.

Le prime opere di Treviso rivelano nitida l’influenza di Bellini ("Vergine con il Bambino, san Pietro, Santa Chiara e San Francesco", National Gallery of Scotland, Edimburgo) e di Giorgione, come mostra l’ "Allegoria della Virtù e del Vizio" (National Gallery- Washington), ma anche, in modo più inaspettato di Dürer, al quale Lotto si ispira per certi elementi iconografici, improntando una tavolozza dai toni freddi e una visone non idealizzata della realtà.

Lotto eccelse nell’arte del ritratto per le raffigurazioni psicologiche come testimoniano il Ritratto di Lucina Brembati, del Gentiluomo con lo zampino dorato, di Andrea Odoni, di Dama con immagine di Lucrezia.

Dopo la sua morte, Lorenzo Lotto cadde nell’oblio. Fu solo alla fine dell’800, grazie a una illuminata monografia di Bernard Berenson, che avvenne la riscoperta del pittore. Finalmente nel 1953 anche il grande pubblico si accostò alla sua opera, attraverso una serie di esposizioni sulla pittura veneziana.

di Antonio Venditti

10 maggio 2011

 

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