Gianluca Nicoletti debutta nella sperimentazione musicale
Una macchina per fughe domestiche
di Alessandro Venditti

Come fuggire dalla propria quotidianità, dai problemi di coppia o della famiglia, che spesso si innestano su malumori lavorativi e esistenziali lasciando spazio soltanto a qualche tregua apparente? Per chi fosse stanco di meditare, cercare il corso giusto che insegni l’arte di vivere o abbia letto senza risultati la migliore e la peggiore letteratura in materia, arriva sul mercato della disperazione globale "Macchina per fughe domestiche", un ritrovato musicale frutto di un’originale e inconsueta sperimentazione. Creatore dell’oggetto in questione non poteva che essere Gianluca Nicoletti, spirito impegnato da anni nell’analisi e nella ricerca sociologica aggiornata a tutti gli strumenti mediatici disponibili sulla piattaforma della nostra contemporaneità. Giornalista, firma de "La Stampa", autore e conduttore di programmi radiofonici di grande successo come "Golem" e "Melog", Nicoletti debutta nel mondo musicale in veste di paroliere con un album ironico e per certi versi spiazzante, nato dalla collaborazione con due sue ascoltatori appassionati di musica, i fratelli Francesca e Riccardo Alemanno.

Il punto di partenza è un drink: il Margarita, ovvero tequila, cointreau, succo di lime, uno spicchio di limone e un mucchietto di sale della Camargue.

Sotto gli "effetti" di questo cocktail sono state composte le ballate, "rivelatori sonori" in grado di tracciare, anche nell’esistenza dell’ascoltatore, la mappa di tutte quelle "tiepide fessure" che si annidano in ogni casa e si nascondono in ogni persona "per godere di innocue e controllate fughe domestiche". Il mondo descritto è quello di una generazione di uomini e donne alla deriva, in cui il rapporto tradizionale di coppia affoga e l’amore si ricerca nel web, sotto le celate spoglie di un avatar, in nome di un dilagante e salvifico "travestimento spazio-temporale". Insoddisfazione, alienata consapevolezza, desideri vacillanti ma ineliminabili sono il magma emotivo che emerge dalle canzoni e che si diffonde lento e inesorabile nell’ascolto, qua e là giocando maliziosamente con la seduzione di corpi prosperosi e irraggiungibili, come quello de "La cugina di Carrara". E a proposito d’estate c’è "Tecnorap" e la sua gente che va al mare senza pinne, fucile ed occhiali, ma con il palmare, l’auricolare, alla ricerca di un segnale sotto "l’ombrellone-parabolare" .

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