Forse la sua zanna è conservata nell’Istituto Tecnico Leonardo Da Vinci
Un cranio di elefante preistorico dai Fori Imperiali
di Cinzia Dal Maso

Alla mostra dei musei Capitolini sulla nascita di via dell’Impero, una foto di Armando Bruni e un acquerello di Maria Barosso (1879-1960) testimoniano uno straordinario ritrovamento avvenuto nel maggio del 1932 durante il taglio della Velia: il cranio di un elefante preistorico, ancora con una delle sue zanne. Di quel cranio si sono perse le tracce: probabilmente nel frettoloso trasporto nei magazzini del Celio si sbriciolò e non fu possibile nemmeno tentarne una ricostruzione. Lo stesso De Angelis D’Ossat, nel pubblicarne un’analitica descrizione nel Bollettino Comunale del 1935, ne aveva sottolineato l’estrema fragilità.

Almeno la zanna, però, sembra essere arrivata fino a noi: dovrebbe essere quella conservata nei depositi dell’Istituto Tecnico Leonardo Da Vinci, in via Cavour 238. Sia la lunghezza di quasi due metri e mezzo, che il diametro all’altezza del mascellare e lo stato di conservazione coincidono con la descrizione di De Angelis D’Ossat. Lo studioso aveva parlato di un suo primo sommario e frettoloso consolidamento in loco prima del trasporto, da parte del dott. Clini, all’Antiquarium Comunale: nella zanna del Leonardo Da Vinci si nota subito una maldestra riparazione effettuata con cemento comune. Del resto, tra i materiali fossili dell’Antiquarium, oggi al museo della Civiltà Romana, non c’è alcuna traccia di quella zanna.

A quanto riferisce Marcello Greco, nell’Istituto Tecnico di via Cavour ci sono resti di bos primigenius e di cervus elaphus, anch’essi tornati alla luce durante gli scavi di via dei Fori Imperiali .

Dell’argomento si parlerà a Nuova Spazio Radio (88.150 MHz), nel corso dell’Intervista possibile di "Questa è Roma", il programma ideato e condotto dalla professoressa Maria Pia Partisani, in onda ogni mercoledì dalle 13 alle 14 e in replica la domenica dalle 9.30 alle 10.30.

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