Il trittico bronzeo di Eduardo Bruno dedicato al Santo calabrese

Un "Famulatus" per San Francesco di Paola

di Cinzia Dal Maso

Il "Famulatus", trittico bronzeo a tiratura limitata del Maestro Eduardo Bruno, è stato fuso con la tecnica della cera persa, cesellato e patinato a mano dall’Autore. L’opera, realizzata in occasione del V centenario della morte di San Francesco di Paola, ricorda il "viaggio" che nel 1429 il Santo, tredicenne, intraprese per raggiungere il convento di San Marco Argentano, in provincia di Cosenza.

Da bambino, infatti, Francesco aveva contratto una forma grave d'infezione a un occhio. I suoi genitori si rivolsero in preghiera a San Francesco d’Assisi, promettendogli in caso di guarigione che il piccolo avrebbe indossato per un anno intero il "famulatus", l'abitino dell'ordine francescano.

Il giovinetto guarì e all'età di tredici anni, dopo la visione di un frate francescano che gli ricordava il voto fatto dai genitori, venne accolto nel convento francescano di San Marco Argentano, dove rimase un anno.

Il trittico riporta nel primo riquadro l’immagine dei genitori che, insieme al giovinetto, si recano a San Marco Argentano: sullo sfondo si scorge la Torre normanna, fatta costruire da Roberto il Guiscardo e, in lontananza, il Convento della Riforma. Nel secondo riquadro i genitori, giunti a San Marco Argentano, consegnano il giovinetto nelle mani di Fra Antonio da Catanzaro. Nell’ultimo riquadro viene idealmente raffigurata la consegna della regola a San Francesco di Paola da parte di San Francesco d’Assisi.

Eduardo Bruno è scultore, orafo e medaglista di origine calabrese. Attualmente risiede e lavora a Firenze, dove ha lungamente collaborato con lo scultore Antonio Berti, utilizzando vari materiali (creta, bronzo, pietra, oro, argento). Nel 1997 sue opere sono entrate nel medagliere del Museo Vaticano. "La preziosità dell’opera – ha spiegato Gian Franco Belsito, rettore del Seminario Vescovile di San Marco Argentano – si evince dal fatto che anche agli occhi dei semplici rivela l’abilità dell’artista nel lavorare il bronzo. Agli occhi più esperti rivela anche la paziente opera di consultazione delle fonti che il maestro ha compiuto. L’opera in qualche modo richiama un certo parallelismo con la presentazione di Gesù al tempio".

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