Castel di Decima sorge su un’altura
all’altezza del chilometro 8,5 della via Pontina. Deve il suo nome al fatto di
trovarsi al decimo miglio dell’antica via Laurentina, dove in epoca romana c’era
una stazione per il cambio dei cavalli, di cui restano alcuni muri, dei
sotterranei e tracce di una piscina. Già una bolla di papa Gregorio VII
(1073-1085) citava il "castrum Pontis Decimi", specificando che era di proprietà
del Monastero di San Paolo, che lo aveva ricevuto da un certo "Crescentio filio
Riccardo venatoris".
In seguito passò al Monastero di
Sant’Alessio, che lo concesse in enfiteusi a Pietro Frangipane, come risulta in
una Bolla di Onorio III del 1124.
Un disegno del Catasto Alessandrino (XVII
secolo) ci mostra un piccolo centro abitato quasi completamente circondato da
mura. In primo piano si riconoscono la piccola chiesa e l’ingresso merlato al
Castello: Sullo sfondo si vedono alte torri.
L’aspetto attuale del Castello si deve
alla ricostruzione del 1768 a cura di Luigi Torriggiani, Segretario di Stato di
Clemente XIII, che ha inglobato le murature medioevali.