Dal
24 ottobre 2008 al 5 aprile 2009 il Chiostro del Bramante in via della Pace
ospita la prima mostra italiana dedicata a Caio Giulio Cesar, il grande
dittatore ucciso nel 44 a.C., artefice della grandezza del futuro impero romano.
L’itinerario espositivo inizierà dal personaggio Cesare e dal suo più stretto
contorno politico e culturale, con gli alleati-avversari Crasso, Pompeo,
Cicerone, le campagne militari che gli diedero gloria e ricchezza, l'incontro
con Cleopatra, regina d'Egitto, l'ambiente culturale e artistico romano di
quegli anni.
Di questa
eccezionale figura non si perse la memoria, neppure nei secoli di decadenza
dell'Impero e negli anni successivi alle invasioni barbariche in Italia. In
epoca medioevale, soprattutto con l’istituzione del Sacro Romano Impero, agli
inizi del IX, il mito di Cesare ebbe una straordinaria ripresa, essenzialmente
in senso ideologico-politico, per ricercare i valori unificanti del nuovo impero
carolingio. A partire dal Duecento, il recupero dell'antico nell’arte passa
attraverso le immagini dei protagonisti della storia romana. In pieno
Rinascimento i celebrati cicli ad affresco del Mantegna o di Andrea del Sarto
dedicati al dittatore romano, sono fondamento dell’imperium del nuovo principe.
Tra fine
Settecento e Ottocento l'interesse per la classicità e per i suoi protagonisti
riesplode con forza grazie all'Illuminismo, per poi sfociare nel simbolismo su
cui si basò l’impero di Napoleone I.
Nel
Novecento è soprattutto il cinema a impadronirsi del mito di Cesare, presente in
oltre cento pellicole, dai tempi del muto alle grandi produzione hollywoodiane
di Cinecittà.
In
mostra, sculture, mosaici, affreschi, gioielli, gemme, monete, circa cento
dipinti, tra cui opere di Guido Reni, Roubens, Tiepolo, Hayez oltre a pellicole,
costumi e scenografie.