Dopo essere stata ospitata con
successo presso Musei e Istituti Italiani di Cultura di Tirana,
Belgrado, Fiume e Bucarest, la mostra "Scuola romana. Artisti a Roma
tra le due guerre" ritorna nella Città Eterna, al Casino dei
Principi di Villa Torlonia, dove rimarrà fino al prossimo 11
gennaio.
Obiettivo del percorso espositivo è
divulgare e valorizzare uno dei capitoli più affascinanti dell’arte
italiana, in cui risalta una Capitale vitale e arricchita dagli
scambi culturali internazionali.
Le opere della Scuola romana
riapprodano nella loro sede naturale dopo aver percorso alcune delle
strade già battute nei primi decenni del Novecento, quando erano
spesso ospitate in prestigiose mostre parigine e d’oltreoceano e in
vari paesi dell’Europa dell’Est.
L’esposizione è promossa
dall’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma,
Sovraintendenza ai Beni Culturali, in collaborazione con il
Ministero degli Affari Esteri, l’Associazione Amici di Villa Strohl
Fern e l’Archivio della Scuola Romana. L’organizzazione è di Zètema
Progetto Cultura. Ideata e curata da Francesca Romana Morelli, si
configura come un viaggio ideale nella vita artistica e culturale
della capitale fra le due guerre attraverso circa 50 opere di
Scipione, Guttuso, Socrate, Afro Basaldella, Mirko Basaldella,
Capogrossi, Trombadori, Mafai, Oppo, Raphaël, Fazzini, Donghi,
Pirandello, Cagli, Amato, Drei, Cavalli, Francalancia, Ferrazzi,
Selva, Ziveri, Melli, Pasquarosa, Janni.
I prestiti provengono per la maggior
parte dagli eredi, dagli archivi degli artisti e da istituzioni
culturali di Roma e del Lazio. Non mancano opere inedite quali la
natura morta di Francalancia e il nudo di Capogrossi, entrambi di
eccezionale qualità, e poi le due vedute del Tevere di Socrate e
l'Autoritratto di Cavalli. Molte sono le opere che non ormai esposte
da tempo, come il grande Autoritratto di Janni, la Natura morta di
Socrate, Isabella di Oppo, l'Autoritratto di Capogrossi, la Natura
Morta di Pasquarosa, la Fucilazione di Guttuso.
La mostra si articola in tre sezioni:
l'artista e lo studio, che racconta il processo ideativo
dell’artista attraverso autoritratti e ritratti, angoli di studi e
qualche natura; la città dell'anima, in cui le vedute dei luoghi
prediletti degli artisti restituiscono il loro personalissimo modo
di percepire la città di Roma, la storia, il mito e la vita
quotidiana. Infine il corpo, inteso nella sua fisicità o indagato
attraverso la metafora, tematica particolarmente sentita nella Roma
cattolica, per cui si passa dalla sensualità esasperata di Scipione
ai corpi efebici dei giovinetti di Guglielmo Ianni (nipote del poeta
Belli), dal nudo ispirato alla Nuova oggettività di Antonio Donghi a
quello di Giuseppe Capogrossi, sulla via dell’astrazione.