E’
uscita per i tipi delle Arti Grafiche Nobili Sud la IV edizione di "Toffia.
Riviviamo il Centro Storico. Poesia in libertà", a cura di Paolina
Carli, che dà conto di un’iniziativa coinvolgente, in grado di
portare l’amore per la poesia, la letteratura e la cultura in una
festa esuberante e colorata che anima nel periodo di Ferragosto
l’antico borgo medioevale in provincia di Rieti. "Poesia in Libertà"
ha visto la scorsa estate la partecipazione di 72 poeti, italiani e
stranieri, che hanno inviato circa 700 poesie e 50 storie in 40
righe, molte delle quali sono state ospitate nei circa sessanta
pannelli affissi sui muri esterni delle case di Toffia, tutto grazie
all’impegno del "Laboratorio di poesia" di Paolina Carli, nato, come
essa stessa racconta, per caso, "in un contesto caratterizzato dal
desiderio di contribuire all’organizzazione e buona riuscita di
momenti di festa e dalla volontà di sperimentare la possibilità di
realizzare un sogno": offrire a chi scrive la possibilità di essere
letto senza dover superare gli estenuanti sbarramenti imposti dai
mezzi di comunicazione ufficiali. "Un sogno – continua la Carli –
che voleva raggiungere gli esclusi dai circuiti culturali; quelli a
cui è stata negata la capacità critica; quelli che sono stati
obbligati a disconoscere la propria creatività dalla spinta al
profitto e quelli che si sono battuti e continuano a battersi per
una società di uomini liberi". Ora quelle liriche, quelle prose,
scendono dai muri di Toffia per coagularsi nel volume curato dalla
Carli, unificate dall’amore per la libera espressione, dalla voglia
di esprimere i propri sentimenti e di comunicarli a un numero sempre
maggiore di persone.
"Ancora una volta –
spiega Francesco Maria Battisti – la mostra di ‘Poesia in libertà’
tenuta a Toffia nell’estate 2007 ha riservato gradevoli sorprese,
sia per la varietà delle forme poetiche che è riuscita a raccogliere
dall’Italia e dall’Europa, sia per la profonda espressività di
alcuni dei suoi interventi". Se la maggior parte delle poesie è
scritta in italiano, non mancano componimenti in dialetto, dal
romano, al napoletano all’abruzzese. "E’ giusto!", avverte Battisti.
""La lingua è anche il lato più profondo della cultura; cambiare
lingua in una poesia o in un racconto significa anche cambiare il
modo con il quale si descrive il mondo".
Tema prevalente delle
composizioni, l’amore, visto in tutte le sue sfaccettature, ma non
mancano aneliti a giustizia e libertà.