In
uno spazio espositivo nuovo di zecca, il Museo Napoleonico di Roma (piazza di
Ponte Umberto I, 1) ospita, fino al prossimo 25 maggio, "Napoleone. Fasto
imperiale. I Tesori della Fondation Napoléon".
Circa duecento opere, alcune delle
quali provenienti dal Musée de l’Armée, dal Musée de la Malmaison, da una
collezione privata francese e dal Museo Praz, fanno rivivere la suggestione del
Primo Impero: dipinti, disegni, miniature, arredi, abiti, porcellane e gioielli
permettono un vero e proprio viaggio tra i fasti della corte imperiale rivelando
la perizia degli artisti-artigiani dell’epoca. I pezzi esposti evocano anche
aspetti intimi e domestici, restituendo un quadro a tutto tondo della società
napoleonica attraverso le tabacchiere tanto amate dall’Imperatore, vasi, servizi
di piatti o di tazzine, nécessaires, orologi da tasca.
Significativa è la presenza di
porcellane, tra cui il vaso fuseau della manifattura di Sèvres con
il ritratto di Napoleone in costume del Sacre, donato
dall’imperatrice Maria Luisa alla moglie del maresciallo Ney per le Strenne del
1813; un gruppo di 19 piatti del service particulier de l’empereur
commissionato dallo stesso Napoleone a Sèvres per "la tavola imperiale". Due di
questi piatti sono decorati con scene della visita di Napoleone a Venezia nel
1807, come il suo ingresso in città e la regata in suo onore sul Canal Grande.
Il decoratore si servì di due dipinti di Giuseppe Borsato appartenuti a Vivant
Denon, oggi conservati al Museo Praz.
Non mancano testimonianze relative
a Napoleone condottiero; la battaglia di Marengo è evocata dalla grande
tela di Boze, Lefèvre e Vernet e dall’uniforme che Napoleone indossò durante il
combattimento. Arricchiscono la sezione dedicata alle campagne militari, l’Aigle
de drapeau, uno dei vessilli della Grande Armata, il casco e la
corazza in dotazione agli ufficiali dei carabinieri e numerose sciabole.
Un disegno preparatorio per Le
Sacre di Jacques-Louis David ricorda la grande cerimonia del 2 dicembre 1804
a Notre-Dame, le cui tappe principali sono documentate da una serie di otto
acquerelli dell’architetto Fontaine.
L’ultima sezione della mostra è
dedicata all’epilogo della straordinaria vicenda napoleonica, con alcuni oggetti
personali che ricordano gli anni di Sant’Elena.
La mostra - curata da Giulia
Gorgone e Maria Elisa Tittoni e organizzata da Zètema Progetto Cultura - è
promossa dal Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali, Museo
Napoleonico e dal Ministero BB. CC., Soprintendenza per i Beni Ambientali
Architettonici Artistici Storici per le Province di Pisa, Livorno, Lucca, Massa,
Carrara, Museo Nazionale delle Residenze Napoleoniche dell’Isola d’Elba, che
sarà la seconda tappa italiana.