Il fasto imperiale si mette in mostra

Dipinti, disegni, miniature, abiti, gioielli e porcellane dalla corte napoleonica

di Antonio Venditti

 

In uno spazio espositivo nuovo di zecca, il Museo Napoleonico di Roma (piazza di Ponte Umberto I, 1) ospita, fino al prossimo 25 maggio, "Napoleone. Fasto imperiale. I Tesori della Fondation Napoléon".

Circa duecento opere, alcune delle quali provenienti dal Musée de l’Armée, dal Musée de la Malmaison, da una collezione privata francese e dal Museo Praz, fanno rivivere la suggestione del Primo Impero: dipinti, disegni, miniature, arredi, abiti, porcellane e gioielli permettono un vero e proprio viaggio tra i fasti della corte imperiale rivelando la perizia degli artisti-artigiani dell’epoca. I pezzi esposti evocano anche aspetti intimi e domestici, restituendo un quadro a tutto tondo della società napoleonica attraverso le tabacchiere tanto amate dall’Imperatore, vasi, servizi di piatti o di tazzine, nécessaires, orologi da tasca.

Significativa è la presenza di porcellane, tra cui il vaso fuseau della manifattura di Sèvres con il ritratto di Napoleone in costume del Sacre, donato dall’imperatrice Maria Luisa alla moglie del maresciallo Ney per le Strenne del 1813; un gruppo di 19 piatti del service particulier de l’empereur commissionato dallo stesso Napoleone a Sèvres per "la tavola imperiale". Due di questi piatti sono decorati con scene della visita di Napoleone a Venezia nel 1807, come il suo ingresso in città e la regata in suo onore sul Canal Grande. Il decoratore si servì di due dipinti di Giuseppe Borsato appartenuti a Vivant Denon, oggi conservati al Museo Praz.

Non mancano testimonianze relative a Napoleone condottiero; la battaglia di Marengo è evocata dalla grande tela di Boze, Lefèvre e Vernet e dall’uniforme che Napoleone indossò durante il combattimento. Arricchiscono la sezione dedicata alle campagne militari, l’Aigle de drapeau, uno dei vessilli della Grande Armata, il casco e la corazza in dotazione agli ufficiali dei carabinieri e numerose sciabole.

Un disegno preparatorio per Le Sacre di Jacques-Louis David ricorda la grande cerimonia del 2 dicembre 1804 a Notre-Dame, le cui tappe principali sono documentate da una serie di otto acquerelli dell’architetto Fontaine.

L’ultima sezione della mostra è dedicata all’epilogo della straordinaria vicenda napoleonica, con alcuni oggetti personali che ricordano gli anni di Sant’Elena.

La mostra - curata da Giulia Gorgone e Maria Elisa Tittoni e organizzata da Zètema Progetto Cultura - è promossa dal Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali, Museo Napoleonico e dal Ministero BB. CC., Soprintendenza per i Beni Ambientali Architettonici Artistici Storici per le Province di Pisa, Livorno, Lucca, Massa, Carrara, Museo Nazionale delle Residenze Napoleoniche dell’Isola d’Elba, che sarà la seconda tappa italiana.

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