Carte lapidarie con maledizione

di Cinzia Dal Maso

 

Nell’atrio di Santa Maria in Cosmedin, ai lati del portale d’ingresso alla chiesa, sono murate due lunghe iscrizioni in marmo, dette "carte lapidarie", risalenti all’epoca di papa Stefano II (752-757), che ricordano alcune donazioni elargite alla diaconia dal dux Eustathius e da suo fratello, il gloriosissimus Georgius.

In quella di destra compare persino una terribile minaccia in latino medievale: "et si quis presumpserit tam de his locis quae a me offerta sunt et ordinata bel a ceteris christianis oblata sunt bel in posmodum offerta fuerint ab usu et potestate huius sanctae diaconiae alienare aut monitzionem exinde cuiquam facere, sciat se districtus ratziones redditurum esse eidem Dei genetricis in futuro iudicio, insuper et anathematis binculo sit innodatus et a regno Dei alienus atque cum diabulo et omnibus inpiis aeterno incendio deputatus". In pratica ribadisce che tali donazioni sono solo per uso della diaconia, quindi invoca su chi osasse in qualsiasi modo alienarle il giudizio della Vergine, la scomunica, l’esclusione dal Regno di Dio e le fiamme eterne in compagnia del diavolo e di tutti i reprobi.

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