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Il fauno di Colleferro a Palazzo Incontro

La scultura inserita nella mostra sulla storia e le arti nella provincia di Roma

di Cinzia Dal Maso

 

Anche il Museo archeologico di Colleferro, diretto da Angelo Luttazzi, partecipa alla mostra "Dall’antico all’età moderna: la storia e le arti nella provincia di Roma", con un reperto di grande ricco di significato, una statua mutila di un fauno o di un satiro in terracotta, rinvenuta in numerosi frammenti a Valle Fredda, nel territorio del Comune di Labico, da alcuni volontari della sezione locale del Gruppo Archeologico Toleriense.

La mostra, promossa dal Ministero per i Beni e le Attività culturali, Sovrintendenza per i beni archeologici del Lazio, si apre oggi a Palazzo Incontro in via dei Prefetti, dove rimarrà fino al 15 novembre.

Il sindaco di Colleferro, Mario Cacciotti, ha appreso con orgoglio che la sua città è stata chiamata a rappresentare, insieme ad altre città della provincia ricche di storia come Tivoli, Frascati, Nemi, Grottaferrata, Palestrina ed altre ancora, il patrimonio archeologico culturale provinciale. "Segno questo – ha proseguito il Primo Cittadino – della credibilità che presso il Ministero dei beni culturali e la Soprintendenza ha raggiunto il nostro museo e del posto acquisito nel panorama culturale regionale e nazionale".

Della statua, venuta alla luce dopo uno scasso agricolo, si conservano, per un’altezza complessiva di 38,6 centimetri, il torso e l'attacco delle braccia, la gamba sinistra fino all'altezza del ginocchio: ciò che resta di una figura maschile, nuda, la cui la testa probabilmente era girata verso destra con una lieve torsione del busto. I dettagli della statua sono eseguiti con buona cura.

La figura poggiava il peso del corpo sulla gamba destra e aveva la sinistra leggermente avanzata e probabilmente piegata. Il braccio sinistro era disteso lungo il fianco, mentre il braccio destro doveva probabilmente essere piegato al gomito; il torso è inclinato leggermente all'indietro. Una piccola coda a fiamma, attraversata da solcature, è applicata sul fondo della schiena. Sia sulle gambe che sulla schiena si evidenziano lievi steccature.

Il tema del satiro è proprio dell'arte ellenistica, nei vari aspetti della sua complessità. Si tratta di un originale in terracotta, databile tra la seconda metà del II e gli inizi del I secolo a.C., contraddistinto dal permanere degli ideali classici di stampo lisippeo e da connotazioni realistiche proprie della produzione italica.

E’ un’opera di buona qualità, abbastanza vicina ai capolavori della toreutica bronzea rinvenuti a Pompei e ad Ercolano, che trova esatti confronti stilistici con il fauno in porfido rosso dei Musei Capitolini.

"L’esposizione – ha spiegato l’assessore alla cultura di Colleferro, Graziana Mazzoli - è anche un’importante occasione per i nostri concittadini di sentirsi parte attiva in un’operazione culturale di respiro nazionale alla quale la nostra città con l’esposizione del Fauno darà un prestigioso contributo".

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