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Al Quirinale, fino al 25 novembre, la mostra "Il rischio non è un mestiere"

Gli "scatti" del lavoro in Italia

di Annalisa Venditti

 

 

Nella Sala delle Bandiere del Palazzo del Quirinale è allestita, fino al 25 novembre, la mostra "Il rischio non è un mestiere. Il lavoro, la salute e la sicurezza dei lavoratori nelle fotografie delle collezioni Alinari". L’esposizione, aperta gratuitamente al pubblico, è un’interessante raccolta di scatti, scelti per documentare la storia e l’evoluzione del lavoro in Italia. Il progetto, posto sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, è curato dal Ministero del Lavoro in collaborazione con l’Inail e la Fondazione per la Storia della Fotografia Fratelli Alinari,  il più importante fondo fotografico documentario esistente in Italia e uno dei maggiori su scala mondiale. L’esposizione, il cui obiettivo è sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi della tutela e della sicurezza dei lavoratori, toccherà in seguito altre grandi città italiane: Milano, Torino, Palermo, Firenze e Napoli. Secondo un recente studio dell’Eurispes, gli incidenti sul lavoro in Italia hanno causato più morti della seconda Guerra del Golfo. Dai dati raccolti è infatti emerso come dall'aprile 2003 all'aprile 2007 i militari della coalizione che hanno perso la vita siano stati 3.520, mentre, dal 2003 al 2006, i morti sul lavoro siano stati nel nostro Paese 5.252. Le conseguenze degli infortuni hanno un costo sociale, ogni anno, pari a 50 miliardi di euro. "Il diritto al lavoro e la tutela del lavoro hanno rappresentato e rappresentano due pilastri del nostro impianto costituzionale: ed essi vanno mantenuti in egual misura al centro dell’impegno della Repubblica e delle sue istituzioni", ha dichiarato in occasione dell’inaugurazione della mostra il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

"La sicurezza nei luoghi di lavoro – ha sottolineato il Presidente - è problema non nuovo ma più che mai scottante, che deve costituire oggetto di costante impegno nel presente e nel futuro. Non esistono soluzioni radicali e facili: ma dobbiamo sentire in tutto il suo peso umano e sociale il fatto che il numero totale degli infortuni resta non molto al di sotto del milione all’anno e quello degli infortuni mortali resta di oltre mille all’anno, in media – tragicamente – tre al giorno".

Anche gli allievi del corso di "Teoria e tecniche del linguaggio giornalistico" del Centro Comunicazioni sociali della Pontificia Università Urbaniana hanno visitato sabato scorso la mostra, come interessante spunto di riflessione per la loro formazione di cronisti.

"Il rischio non è un mestiere" è visitabile tutti i giorni, dal lunedì al sabato dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 16,00 alle 19,00, la domenica dalle 8.30 alle 12.00.

Annalisa Venditti

Al Quirinale, fino al 25 novembre, la mostra "Il rischio non è un mestiere"

Gli "scatti" del lavoro in Italia

Nella Sala delle Bandiere del Palazzo del Quirinale è allestita, fino al 25 novembre, la mostra "Il rischio non è un mestiere. Il lavoro, la salute e la sicurezza dei lavoratori nelle fotografie delle collezioni Alinari". L’esposizione, aperta gratuitamente al pubblico, è un’interessante raccolta di scatti, scelti per documentare la storia e l’evoluzione del lavoro in Italia. Il progetto, posto sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, è curato dal Ministero del Lavoro in collaborazione con l’Inail e la Fondazione per la Storia della Fotografia Fratelli Alinari,  il più importante fondo fotografico documentario esistente in Italia e uno dei maggiori su scala mondiale. L’esposizione, il cui obiettivo è sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi della tutela e della sicurezza dei lavoratori, toccherà in seguito altre grandi città italiane: Milano, Torino, Palermo, Firenze e Napoli. Secondo un recente studio dell’Eurispes, gli incidenti sul lavoro in Italia hanno causato più morti della seconda Guerra del Golfo. Dai dati raccolti è infatti emerso come dall'aprile 2003 all'aprile 2007 i militari della coalizione che hanno perso la vita siano stati 3.520, mentre, dal 2003 al 2006, i morti sul lavoro siano stati nel nostro Paese 5.252. Le conseguenze degli infortuni hanno un costo sociale, ogni anno, pari a 50 miliardi di euro. "Il diritto al lavoro e la tutela del lavoro hanno rappresentato e rappresentano due pilastri del nostro impianto costituzionale: ed essi vanno mantenuti in egual misura al centro dell’impegno della Repubblica e delle sue istituzioni", ha dichiarato in occasione dell’inaugurazione della mostra il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

"La sicurezza nei luoghi di lavoro – ha sottolineato il Presidente - è problema non nuovo ma più che mai scottante, che deve costituire oggetto di costante impegno nel presente e nel futuro. Non esistono soluzioni radicali e facili: ma dobbiamo sentire in tutto il suo peso umano e sociale il fatto che il numero totale degli infortuni resta non molto al di sotto del milione all’anno e quello degli infortuni mortali resta di oltre mille all’anno, in media – tragicamente – tre al giorno".

Anche gli allievi del corso di "Teoria e tecniche del linguaggio giornalistico" del Centro Comunicazioni sociali della Pontificia Università Urbaniana hanno visitato sabato scorso la mostra, come interessante spunto di riflessione per la loro formazione di cronisti.

"Il rischio non è un mestiere" è visitabile tutti i giorni, dal lunedì al sabato dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 16,00 alle 19,00, la domenica dalle 8.30 alle 12.00.

 

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