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"Antonio Achilli: l’uomo e l’artista" è dedicata una significativa mostra, fino
al prossimo 28 ottobre nel salone della chiesa di Santa Maria di Loreto a
Guidonia, dove l’artista ha realizzato l’affresco absidale, organizzata
dall’Associazione culturale "La cera di Dedalo", in occasione del Settantesimo
della fondazione della città, nell’ambito delle iniziative culturali previste
dalla Legge Regionale Lazio dedicata a "Interventi per la conoscenza, il
recupero, la valorizzazione delle Città di Fondazione".
Antonio Achilli (Roma 1903-1993),
figura di spicco del panorama artistico italiano fino ad oggi colpevolmente
trascurata dalla critica, ha lavorato dagli anni Trenta fino agli anni Ottanta,
realizzando opere di grande respiro e rilievo, ma anche una intensissima
produzione di cavalletto, dai ritratti alle nature morte, ai paesaggi, ai
soggetti sacri.
Tra le grandi opere è doveroso
citare il salone centrale del Centro Nazionale delle Ricerche a Roma (1935), il
sacrario delle scuole centrali dei Vigili del Fuoco a Capannelle (1941), i
grandi cicli in chiese romane, come la cripta del Divino Amore (1947), la
cappella di San Colombano nelle Grotte Vaticane (1950-52) e la chiesa
dell’Immacolata in via Taranto (1952), i mosaici del santuario di Santa Maria
delle Grazie a San Giovanni Rotondo, per non parlare di pitture presenti in
Libia, a Beyrut, o a Long Beach in California.
La
mostra si avvale della testimonianza di oltre 60 opere, tutte provenienti da
collezioni private: oli, acquarelli, incisioni, disegni a sanguigna, a
carboncino, cartoni preparatori a dimensioni reali per i grandi cicli del C.N.R.
o del sacrario dei Vigili del Fuoco, offrendo una panoramica completa del
percorso stilistico dell’artista, finalmente recuperato alla critica e alla
conoscenza del pubblico.
Il percorso espositivo non guarda
solo all’artista, ma anche all’uomo Achilli, caratterizzato da un profondo senso
di umiltà, religiosità e grandezza che lo rende capace ancora oggi di comunicare
messaggi profondi e universali.