Homepage  Specchio Romano Chi Siamo Grandi Mostre Le pagine in PDF Gli Articoli Specchio Etrusco Link & Banner Audio & Video Email

 

Oltre duemila metri quadrati di esposizione nel cuore della Roma antica

Ai Mercati di Traiano nasce il Museo dei Fori

di Antonio Venditti

 

I Fori Imperiali, centri nevralgici della vita politica, economica e religiosa dell’antica Roma, tornano a vivere nel museo a loro dedicato in uno degli spazi più belli del patrimonio archeologico della Città Eterna: i Mercati di Traiano, che su una superficie di 2.078 metri quadrati - i due piani dell’edificio della Grande Aula e uno del Corpo Centrale - ospitano 172 frammenti originali in marmo, 15 calchi e 12 ricomposizioni.

Interventi di restauro all’avanguardia e operazioni di allestimento secondo concezioni e metodologie innovative rendono unico al mondo il Museo dei Fori Imperiali, gestito da Zètema Progetto Cultura e con ingresso in via IV Novembre 94.

Il complesso monumentale dei cosiddetti "Mercati di Traiano", costruito agli inizi del II secolo d.C. contestualmente al Foro omonimo, lungo le pendici del colle Quirinale e articolato su sei livelli, con edifici distinti da vie basolate, era in realtà un centro "polifunzionale", con attività amministrative al servizio del Foro stesso. Grazie alla sua posizione elevata il complesso è stato oggetto, nel corso del tempo, di rioccupazioni e trasformazioni, come in quella "castello" medioevale o in spazio monastico di età rinascimentale.

Dal febbraio 2005 la parte superiore del complesso monumentale dei Mercati di Traiano è stata chiusa al pubblico per interventi di restauro conservativo e strutturale, necessari per l’adeguamento alle nuove normative antisismiche. Sono state anche realizzate opere primarie - gli impianti, i collegamenti verticali, l’abbattimento delle barriere architettoniche - e sono stati ripristinati i percorsi esterni, allargati a zone fino ad ora rimaste marginali e sconosciute.

La pulitura della volta monumentale della Grande Aula ha riportato alla luce il conglomerato romano e ha fornito preziose informazioni sulla tecnica costruttiva, evidenziando le lesioni e i restauri succeduti nel tempo, tra cui la tamponatura di un oculo medioevale risalente agli anni 1926-1934.

Nel corso di circa 20 anni, sono stati inventariati e documentati circa 40.000 frammenti marmorei - una minima parte dell’enorme quantità di marmi utilizzata - sfuggiti alla trasformazione in calce o, nella migliore delle ipotesi, al riutilizzo in palazzi o chiese. Un capillare riesame ha permesso di individuare i pezzi più significativi, che sono stati oggetto di una campagna di documentazione grafica e di restauro conservativo. Parallelamente è stato possibile procedere anche al restauro dei monumenti superstiti, permettendo in molte occasioni di verificare la rispondenza tra la lettura della costruzione e l’esame della sua decorazione, incrociando i dati provenienti da approcci di studio differenti, come nel caso del Foro di Augusto.

Il percorso espositivo inizia dalla Grande Aula e dagli undici ambienti, le cosiddette "tabernae", che vi si affacciano. In fondo alla Grande Aula si sviluppa la ricomposizione dell’attico dei portici del Foro di Augusto con frammenti originali, calchi in resina e integrazioni in pietra calcarea. Negli ambienti laterali sono ospitate le sezioni dedicate all’introduzione generale all’intera area forense e a ognuno dei Fori, oltre ai servizi di biglietteria, guardaroba, bookshop e la sala multimediale.

I risultati degli scavi condotti negli ultimi anni nelle piazze monumentali, sono rappresentati da una testa di Costantino rinvenuta nel 2006 in un condotto fognario del Foro di Traiano. Del Foro di Cesare, inaugurato nel 46 a.C., è esposto uno splendido blocco di fregio-architrave con Amorini dalla decorazione interna della cella del Tempio di Venere Genitrice, relativo al restauro di età traianea e decorato sul lato anteriore con una teoria di amorini e sul piano inferiore da un lacunare ed un soffitto a cassettoni, ricco di racemi vegetali.

Per il Foro di Augusto (2 a.C.), è stato sistemato il prezioso piede di bronzo dorato di una figura femminile, presumibilmente una Vittoria, posta sul coronamento del Tempio di Marte Ultore.

Il Tempio della Pace (75 d.C.) è rappresentato dalla testina in bronzo attribuita al filosofo Crisippo, dalle ricomposizioni delle basi di statue greche e da un grande vasca in porfido.

Dal Foro di Nerva (97 d.C.) proviene la ricostruzione del fregio con bucrani e strumenti sacrificali del Tempio di Minerva e del pannello con Provincia pertinente la decorazione dell’attico dei portici.

La sezione sul Foro di Traiano (112 d.C.) è simboleggiata da una statua maschile di personaggio con corazza, mentre dai Mercati proviene l’architrave con iscrizione di Orazio Rogato.

Al livello superiore, negli ambienti che si dispongono sui "matronei", sono poste le sezioni dedicate al Foro di Cesare e alla "Memoria dell’antico".

Nella prima sono allestite parti della decorazione esterna ed interna del Tempio di Venere Genitrice della fase traianea del Foro di Cesare, con frammenti di cornice e dei cinque tipi di pannelli con Amorini, raffigurati mentre sacrificano tori, adornano altari, sorreggono ghirlande o altri attributi.

La sezione "Memoria dell’antico" mostra il Tempio di Marte Ultore nel Foro di Augusto, sia attraverso lo storico plastico in gesso realizzato da Italo Gismondi, sia attraverso i frammenti della sua decorazione architettonica. Tra questi, lo splendido capitello di lesena con Pegasi della decorazione interna della cella e, per indicare le dimensioni colossali dell’edificio, un frammento con angolo d’abaco di un capitello corinzio di colonna dall’ordine esterno.

La sezione dedicata al Foro di Augusto si sviluppa, infine, lungo gli ambienti dell’edificio del Corpo Centrale posti allo stesso livello. Parte dell’esposizione è riservata all’Aula del Colosso, riccamente rivestita da marmi policromi e, sulla parete di fondo, da lastre marmoree dipinte ad imitazione di un tessuto decorato con motivi vegetali. Sulla parete si stagliava il Colosso, la statua acrolitica alta circa 12 metri di cui, oltre alle impronte sul podio e sulla parete, restano frammenti in prezioso marmo greco della mano destra chiusa che tiene un attributo, del dorso della mano sinistra e del braccio. La statua doveva raffigurare un personaggio maschile con il capo velato e con lituo in mano, forse il genius Augusti.

Del nuovo Museo si parlerà a "Questa è Roma!", la trasmissione ideata e condotta da Maria Pia Partisani, in onda ogni domenica mattina, dalle 9.30 alle 10.30, su Nuova Spazio Radio (88.150 MHz).

© 2003 - Grafica e layout  sono di esclusiva proprietà di www.specchioromano.it

WWW.SPECCHIOROMANO.IT - Rivista telematica di Cultura
Autorizzazione del Tribunale di Roma n. 224 / 2013 del 25 settembre 2013
Copyright 2003-2021 © Specchio Romano  - webmaster Alessandro Venditti

Contatore siti