I
Fori Imperiali, centri nevralgici della vita politica, economica e religiosa
dell’antica Roma, tornano a vivere nel museo a loro dedicato in uno degli spazi
più belli del patrimonio archeologico della Città Eterna: i Mercati di Traiano,
che su una superficie di 2.078 metri quadrati - i due piani dell’edificio della
Grande Aula e uno del Corpo Centrale - ospitano 172 frammenti originali in
marmo, 15 calchi e 12 ricomposizioni.
Interventi di restauro
all’avanguardia e operazioni di allestimento secondo concezioni e metodologie
innovative rendono unico al mondo il Museo dei Fori Imperiali, gestito da Zètema
Progetto Cultura e con ingresso in via IV Novembre 94.
Il complesso monumentale dei
cosiddetti "Mercati di Traiano", costruito agli inizi del II secolo d.C.
contestualmente al Foro omonimo, lungo le pendici del colle Quirinale e
articolato su sei livelli, con edifici distinti da vie basolate, era in realtà
un centro "polifunzionale", con attività amministrative al servizio del Foro
stesso. Grazie alla sua posizione elevata il complesso è stato oggetto, nel
corso del tempo, di rioccupazioni e trasformazioni, come in quella "castello"
medioevale o in spazio monastico di età rinascimentale.
Dal
febbraio 2005 la parte superiore del complesso monumentale dei Mercati di
Traiano è stata chiusa al pubblico per interventi di restauro conservativo e
strutturale, necessari per l’adeguamento alle nuove normative antisismiche. Sono
state anche realizzate opere primarie - gli impianti, i collegamenti verticali,
l’abbattimento delle barriere architettoniche - e sono stati ripristinati i
percorsi esterni, allargati a zone fino ad ora rimaste marginali e sconosciute.
La pulitura della volta
monumentale della Grande Aula ha riportato alla luce il conglomerato romano e ha
fornito preziose informazioni sulla tecnica costruttiva, evidenziando le lesioni
e i restauri succeduti nel tempo, tra cui la tamponatura di un oculo medioevale
risalente agli anni 1926-1934.
Nel corso di circa 20 anni, sono
stati inventariati e documentati circa 40.000 frammenti marmorei - una minima
parte dell’enorme quantità di marmi utilizzata - sfuggiti alla trasformazione in
calce o, nella migliore delle ipotesi, al riutilizzo in palazzi o chiese. Un
capillare riesame ha permesso di individuare i pezzi più significativi, che sono
stati oggetto di una campagna di documentazione grafica e di restauro
conservativo. Parallelamente è stato possibile procedere anche al restauro dei
monumenti superstiti, permettendo in molte occasioni di verificare la
rispondenza tra la lettura della costruzione e l’esame della sua decorazione,
incrociando i dati provenienti da approcci di studio differenti, come nel caso
del Foro di Augusto.
Il
percorso espositivo inizia dalla Grande Aula e dagli undici ambienti, le
cosiddette "tabernae", che vi si affacciano. In fondo alla Grande Aula si
sviluppa la ricomposizione dell’attico dei portici del Foro di Augusto con
frammenti originali, calchi in resina e integrazioni in pietra calcarea. Negli
ambienti laterali sono ospitate le sezioni dedicate all’introduzione generale
all’intera area forense e a ognuno dei Fori, oltre ai servizi di biglietteria,
guardaroba, bookshop e la sala multimediale.
I risultati degli scavi condotti
negli ultimi anni nelle piazze monumentali, sono rappresentati da una testa di
Costantino rinvenuta nel 2006 in un condotto fognario del Foro di Traiano. Del
Foro di Cesare, inaugurato nel 46 a.C., è esposto uno splendido blocco di
fregio-architrave con Amorini dalla decorazione interna della cella del Tempio
di Venere Genitrice, relativo al restauro di età traianea e decorato sul lato
anteriore con una teoria di amorini e sul piano inferiore da un lacunare ed un
soffitto a cassettoni, ricco di racemi vegetali.
Per il Foro di Augusto (2 a.C.), è
stato sistemato il prezioso piede di bronzo dorato di una figura femminile,
presumibilmente una Vittoria, posta sul coronamento del Tempio di Marte Ultore.
Il Tempio della Pace (75 d.C.) è
rappresentato dalla testina in bronzo attribuita al filosofo Crisippo, dalle
ricomposizioni delle basi di statue greche e da un grande vasca in porfido.
Dal Foro di Nerva (97 d.C.)
proviene la ricostruzione del fregio con bucrani e strumenti sacrificali del
Tempio di Minerva e del pannello con Provincia pertinente la decorazione
dell’attico dei portici.
La sezione sul Foro di Traiano
(112 d.C.) è simboleggiata da una statua maschile di personaggio con corazza,
mentre dai Mercati proviene l’architrave con iscrizione di Orazio Rogato.
Al livello superiore, negli
ambienti che si dispongono sui "matronei", sono poste le sezioni dedicate al
Foro di Cesare e alla "Memoria dell’antico".
Nella prima sono allestite parti
della decorazione esterna ed interna del Tempio di Venere Genitrice della fase
traianea del Foro di Cesare, con frammenti di cornice e dei cinque tipi di
pannelli con Amorini, raffigurati mentre sacrificano tori, adornano altari,
sorreggono ghirlande o altri attributi.
La
sezione "Memoria dell’antico" mostra il Tempio di Marte Ultore nel Foro di
Augusto, sia attraverso lo storico plastico in gesso realizzato da Italo
Gismondi, sia attraverso i frammenti della sua decorazione architettonica. Tra
questi, lo splendido capitello di lesena con Pegasi della decorazione interna
della cella e, per indicare le dimensioni colossali dell’edificio, un frammento
con angolo d’abaco di un capitello corinzio di colonna dall’ordine esterno.
La sezione dedicata al Foro di
Augusto si sviluppa, infine, lungo gli ambienti dell’edificio del Corpo Centrale
posti allo stesso livello. Parte dell’esposizione è riservata all’Aula del
Colosso, riccamente rivestita da marmi policromi e, sulla parete di fondo, da
lastre marmoree dipinte ad imitazione di un tessuto decorato con motivi
vegetali. Sulla parete si stagliava il Colosso, la statua acrolitica alta circa
12 metri di cui, oltre alle impronte sul podio e sulla parete, restano frammenti
in prezioso marmo greco della mano destra chiusa che tiene un attributo, del
dorso della mano sinistra e del braccio. La statua doveva raffigurare un
personaggio maschile con il capo velato e con lituo in mano, forse il genius
Augusti.
Del nuovo Museo si parlerà a
"Questa è Roma!", la trasmissione ideata e condotta da Maria Pia Partisani, in
onda ogni domenica mattina, dalle 9.30 alle 10.30, su Nuova Spazio Radio (88.150
MHz).