Dal 24 marzo al primo aprile una vetrina per artigianato ed enogastronomia Torna la Fiera Nazionale di Grottaferrata
Torna dal 24 marzo al primo aprile la Fiera Nazionale di Grottaferrata, giunta alla sua 407a edizione, una tradizione che affonda le sue radici nei secoli, quando animali vivi e carni salate erano le merci più vendute, insieme con suppellettili domestiche e utensili agricoli. Vi partecipavano non solo popolani, ma anche dame, cavalieri ed ecclesiastici, come si vede in una tela secentesca di Agostino Tassi. La prima testimonianza della Fiera di Grottaferrata risale al 1463: Pio II nei suoi Commentarii scrive che la manifestazione terminava raramente "senza fatti di sangue, dato che il popolo trasuda vino". Che il mantenimento dell’ordine pubblico fosse una delle priorità della fiera è provato dai tanti documenti pervenutici, relativi alla richiesta di rinforzi di sbirri e gendarmi e, dopo l’unità d’Italia, di guardie e Carabinieri. Oggi però la Fiera è una festosa occasione per mettere in mostra e valorizzare l’economia di una splendida cittadina capace di sfruttare al meglio le sue abbondanti risorse territoriali. Ma non ci saranno solo prodotti locali: si potrà effettuare un itinerario tra le regioni d’Italia presenti con i loro prodotti artigianali ed enogastronomici: dalla Sicilia al Piemonte, dall’Abruzzo al Veneto, dall’Umbria, a Puglia, Calabria, Toscana, senza trascurare il Molise, la Sardegna e naturalmente il Lazio. Non mancheranno nemmeno oggetti provenienti da paesi lontani come Nepal, Tailandia, Bolivia, Perù, Madagascar, Cuba, Messico. Ogni pomeriggio la fiera darà spazio ad artisti artigiani per dimostrazioni pratiche: si potrà vedere come si realizzano vetrate artistiche, mosaici, oggetti di gioielleria, pelletteria ed altro ancora. Ogni giorno a mezzogiorno, invece, è prevista la degustazione di un piatto tipico locale preparato da uno degli chef rinomati che operano nel territorio. A Grottaferrata sono presenti almeno 60 industrie di ristorazione, un vero record nazionale se rapportato al numero degli abitanti, dovuto alla particolare predisposizione dei ristoratori locali per l’arte della cucina e alle favorevoli condizioni ambientali che hanno permesso lo sviluppo di una tradizione gastronomica ed enologica fra le più avanzate d’Europa. A Grottaferrata si mangia bene e lo stesso ambiente urbano sembra concepito per favorire il turismo gastronomico dotto ed emancipato. Infatti, già la presenza dell’Abbazia basterebbe da sola a giustificare la visita del turista a Grottaferrata, con il monastero, la chiesa, gli affreschi del Domenichino, il museo archeologico, che rappresentano un percorso obbligato per respirare l’atmosfera di un avamposto culturale, ideale punto di collegamento tra mondo occidentale e orientale. Altra tappa obbligata sono gli scavi del Tuscolo, da dove è anche possibile godere di paesaggi incantevoli. Gli appassionati di arte paleocristiana non devono trascurare una visita alle Catacombe "Ad Decimum", collocate all’ingresso della città.
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