Antonio Bernardo Fraddosio e la materia del tempo

Fino al 16 marzo una personale dell’artista all’Archivio Centrale dello Stato

 

 

di Cinzia Dal Maso

Ancora per qualche giorno, fino al 16 marzo, l’Archivio Centrale dello Stato in
Piazzale degli Archivi 27 all’EUR ospita la personale dell’artista Antonio Bernardo Fraddosio dal titolo "La materia del tempo", patrocinata dal Ministero per i Beni e le Attività culturali, dalla Provincia e dal Comune di Roma. L’ingresso è libero, dal lunedì al venerdì, dalle 15 alle 18.

Il percorso espositivo si articola attraverso un nucleo di circa 20 opere realizzate tra il 2001 ed il 2006. I lavori di Fraddosio sfuggono da ogni tentativo di definizione troppo rigoroso o semplicistico, dal momento che in essi pittura, scultura e architettura si fondono efficacemente restituendo all’osservatore un forte impatto plastico e costringendolo ad abbandonare la visione frontale per cercare un rapporto più dinamico e intimo con l’opera d’arte.

I lavori di Fraddosio nascono da umili materiali, come il legno, il ferro, lo stucco, il cemento, il cartone, gli ossidi. Il dato stilistico più significativo è proprio il movimento conferito dall’artista a superfici quasi monocrome, grazie anche alla luce che crea forti contrasti evidenziando le tensioni e liberando la forza contenuta nelle sculture che, attraverso un gioco chiaroscurale sempre diverso, trovano energia e movimento. Come ha spiegato Gabriele Simongini, Fraddosio "non dipinge delle forme, ma le costruisce, le mette in tensione, le articola e disarticola, le intreccia".

Completa la mostra il Catalogo bilingue a cura di Sergio Rossi (De Luca Editori d’Arte, 48 pagine, 16 euro) con introduzione del prof. Salvatore Italia e del prof. Aldo G. Ricci, sovrintendente Archivio Centrale dello Stato. Il testo critico è del prof. Sergio Rossi.
Di origine pugliese, Antonio Bernardo Fraddosio, dopo la laurea in Architettura, ha intrapreso un’intensa attività di progettazione e svolge attività didattica presso la Facoltà di Architettura di Roma e l’Istituto Europeo di Design. Il suo interesse per la storia dell’arte e dell’architettura lo hanno spinto ad avviare iniziative per il recupero e la protezione del patrimonio storico-artistico. Considera l’insieme delle sue attività come momenti creativi tra loro strettamente connessi privilegiando, nel corso del tempo, la trasformazione delle sue architetture in sculture, facendo assumere alle stesse la connotazione di "luogo". Negli ultimi anni ha intensificato l’impegno creativo realizzato sculture, quadri, disegni.

Dal 2003 Antonio Fraddosio si impegna anche nel mondo del teatro, realizzando le scenografie de "L'Odore" di Rocco Familiari, regia di Augusto Zucchi, le scenografie di "Amleto in prova" di Rocco Familiari, per la regia di Mario Missiroli e le scenografie di "Agata"di Rocco Familiari, regia di Walter Manfrè, prodotto dal teatro di Messina e dallo Stabile di Catania. Attualmente vive e lavora a Tuscania, in provincia di Viterbo.

 

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