Gli otto peccati capitali dei nostri giorni Massimo Arcangeli e Osvaldo Rossi svelano le perdizioni contemporanee
Cambiano i tempi, le mode, gli uomini, le relazioni sociali e cambiano anche i vecchi e ormai familiari e quasi rassicuranti vizi. Forse non nella sostanza, ma certamente nella forma: ce lo spiegano Massimo Arcangeli e Osvaldo Rossi in un volume da leggere tutto d’un fiato "Gli otto peccati capitali. Avventure nelle perdizioni contemporanee" (Coniglio Editore, 96 pagine, 8.00 euro). Già, perché nel frattempo i peccati sono cresciuti di numero. Ai canonici sette imparati a catechismo se ne va aggiungendo – secondo i nostri autori – uno nuovo, forse il peggiore di tutti, subdolo e invasivo, capace di riunire sotto di sé tutti gli altri: il narcisismo. Il narcisista di Rossi fugge dagli uomini e vive sprangato in casa con il telefono staccato e il televisore fracassato, passando e ripassando davanti a specchi in cui rimirare con rapimento la propria bellezza. "Vorrei ingoiarmi ed avermi soltanto per me, possedermi in ogni maniera, da capo a piedi", confessa nel suo lucido delirio. "Accetterei tutto da me, qualunque cosa o parola, per mia voglia, mia fortissima voglia di amarmi. Accettare ed essere accettati, amare ed essere amati. Sì, finalmente io. La salvezza, insita nel piacere, è presente solo in sé stessi, nel dentro di sé, fin dal profondo". Il libro vuole essere innanzitutto una provocazione, come spiegano Arcangeli e Rossi nell’Introduzione. "In seconda istanza – proseguono – a cavalcare l’onda di certe ormai sempre più ricorrenti tentazioni e predilezioni stilistico - narrative, è un comodo contenitore in cui sono state inserite qua e là, manipolate o appena dissimulate, citazioni letterarie, cinematografiche, musicali o di materiali di riuso". Ai lettori spetta il compito di individuarle. Chi poi ne farà pervenire almeno una alla Casa Editrice, in piazza Regina Margherita 27, a Roma, potrà avere in omaggio un altro volume. Non si tratta però di un quiz da tardo pomeriggio televisivo, ma un invito "a chi ha ancora memoria, o intende continuare ad averla o esercitarla, del mondo presente o di quello passato; a chi trova ancora un qualche piacere nella lettura (di cosa non importa, purché sia lettura); a chi, soprattutto, crede che il già raccontato, calato in un nuovo contesto narrativo, sia ancora raccontabile e abbia ancora molto da dire". I racconti su avarizia, gola, invidia e superbia sono stati scritti da Massimo Arcangeli, accademico della Crusca, docente di linguistica all’Università di Cagliari, direttore della rivista "Lingua Italiana d’Oggi". Osvaldo Duilio Rossi, cui si devono i brani riguardanti accidia, ira, lussuria e narcisismo, è un giovane scrittore romano esperto del genere cyberpunk e noto in rete per le sue sperimentazioni artistiche. Laureato in Giurisprudenza, suona il saxofono contralto, il pianoforte e la chitarra. © 2003 - Grafica e layout sono di esclusiva proprietà di www.specchioromano.it | ||||||||||||||||||||
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