Da Seleucia al Gandhara, sulle orme del Macedone, al Palazzo Madama di Torino La meravigliosa avventura di Alessandro
Nel 334 a.C. Alessandro Magno, alla testa di un esercito di circa trentacinquemila uomini, raggiungeva le coste dell’Asia Minore e iniziava la sua straordinaria avventura orientale da cui avrebbe avuto origine quell’originale fenomeno artistico, politico e culturale detto ellenismo. Fino al 27 maggio, il Palazzo Madama di Torino ospita la mostra "Sulla via di Alessandro - Da Seleucia al Gandhara", che si propone di illustrare l’incontro dell’arte greca con quelle mesopotamica, iranica e del subcontinente indiano, focalizzando l’attenzione sull’arte della Babilonia, con particolare riferimento alla città di Seleucia al Tigri, e sull’arte del Gandhara. Si tratta di un’occasione irripetibile per conoscere materiali da Seleucia per lo più inediti - terrecotte, ceramiche, monete, oggetti in metallo o vetro - recentemente acquisiti dal Museo Civico d’Arte Antica di Torino, opere d’arte e d’artigianato dall’Oriente seleuco-partico, provenienti da grandi musei quali il Louvre, il British Museum, il Vorderasiatisches Museum e il Museum für Islamische Kunst di Berlino, il Kelsey Museum di Ann Arbor e il Metropolitan Museum of Art di New York, e i meravigliosi rilievi in scisto rinvenuti nella regione del Gandhara e conservati nel MAO - Museo d'Arte orientale di Torino. Il progetto espositivo si propone di approfondire le profonde conseguenze dell’impresa di Alessandro in una fase della storia dell’Asia Anteriore poco nota al grande pubblico, dominata da fenomeni storici che tanta importanza hanno avuto anche nello sviluppo della nostra civiltà, primi fra tutti gli effetti economici e culturali del grande commercio a lungo raggio e gli interscambi nell’arte figurativa. Sebbene siano separate da grandi distanze geografiche e rappresentino l’espressione di differenti tradizioni millenarie, la Mesopotamia e il Gandhara, che costituiscono i poli occidentale e orientale delle immense conquiste di Alessandro in Asia, furono infatti accomunate dalla diffusione della cultura ellenistica: l’arte figurativa greca divenne una sorta di lingua franca attraverso la quale dare forma ed espressione ad esigenze, concetti e persino sentimenti religiosi tra loro diversissimi. La mostra è completata da un elegante catalogo riccamente illustrato, a cura di Antonio Invernizzi (Edizioni Silvana Editoriale, 280 pagine), che contiene le riproduzioni e le schede di tutte le opere in mostra, oltre a saggi critici di studiosi di fama internazionale.
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