Hic manebimus optime Una frase che suonò come un presagio
Hic manebimus optime, qui staremo benissimo, dice ancor oggi chi decide di fermarsi in un luogo. La frase è riferita da Tito Livio nel V libro nella sua “Storia romana”. All’inizio del IV secolo a. C., i plebei premevano per abbandonare Roma devastata dall’invasione dei Galli e trasferirsi a Veio, da poco conquistata. Furio Camillo usò tutta la sua eloquenza per convincere i concittadini a non lasciare la patria, ma a convincerli fu una frase pronunciata al momento giusto da un centurione. Mentre il Senato era in riunione nella Curia Ostilia per dibattere la questione, poco dopo le parole di Camillo, transitarono per caso nel Foro delle coorti in ordine di marcia di ritorno dal presidio e il centurione esclamò proprio nel luogo del comizio: “Pianta l'insegna qui, alfiere; qui staremo benissimo". I senatori usciti dalla curia udirono la frase, interpretandola come un presagio; la plebe, accorsa tutto intorno, approvò. L’argomento verrà approfondito nel corso dell’Intervista possibile di “Questa è Roma!”, la trasmissione ideata e condotta da Maria Pia Partisani in onda ogni sabato mattina, dalle ore 11 alle 12, su Nuova Spazio Radio (88.150 MHz).
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