Morte di un Re alla Visitazione

di Annalisa Venditti

Il Teatro della Visitazione (Via dei Crispolti, 42) ha ospitato in questi giorni un allestimento de "Il Re muore" di Ionesco con Paolo Ricchi, Alessia Oteri, Corrado Bega, Gabriella Marsili, Fabiana Sgambati, Giorgio Tollis diretti da Federico Vigorito.

"Ionesco – ha spiegato il regista - decide di ‘consacrarsi’ e allora non solo scrive ma commenta e istiga all’analisi di coscienza. Assurdo a teatro significa che non ci sono più regole, che i cerchi non si chiudono, che chiunque può dire la sua e soprattutto che si può recitare di spalle vestiti di nero. Il Re è universalmente vittima e carnefice del suo destino: all’aggravarsi delle proprie condizioni di salute corrisponde il processo di degrado e disfacimento del regno. Ionesco descrive un Re irresponsabile, abulico, un Dio che pone e dispone a suo piacimento, fino al ‘consumo’ della vita, un uomo comune, in fondo, che di fronte alla morte rivela una sfrenata volontà di vivere. Ciascuno dei personaggi svela attraverso dialoghi surreali e fuori tempo il proprio legame di vita con il Re. La morte dell’antieroe allora non significa solo l’ultima trama di un intreccio spesso inafferrabile, piuttosto un commento ad una condizione storica ben precisa: l’umanità, vittima dell’egoismo e di patologica leggerezza, muore".


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