Studiare il presente per capire il passato

Etnoarcheologi a raccolta

 

di Cinzia Dal Maso

Spesso è difficile interpretare le testimonianze del passato, poiché costituiscono gli effetti di azioni a noi sconosciute. Appare perciò evidente l’importanza dell’etnoarcheologia, che attraverso ricerche su popolazioni attuali si propone di collegare ai reperti antichi comportamenti ancora oggi osservabili.

"I processi di formazione dei siti archeologici" è stato il tema del 4° Convegno Nazionale di Etnoarcheologia, tenutosi a Roma dal 17 al 19 maggio scorsi presso la sede del Consiglio Nazionale delle Ricerche: circa 50 interventi di oltre 100 relatori, suddivisi in 5 sessioni, per sensibilizzare la comunità scientifica sulla necessità di studiare e documentare, prima della loro inevitabile scomparsa, aspetti socio-culturali ed economici tradizionali esistenti o ancora individuabili nelle società odierne.

L’incontro è stato organizzato dall’Associazione Italiana di Etnoarcheologia, in collaborazione con l’Is.I.A.O., il Dipartimento di Scienze Storiche, Archeologiche e Antropologiche dell’Università di Roma "La Sapienza", il Dipartimento di Beni Culturali, Arte, Musica e Spettacolo della Facoltà di Lettere dell’Università di "Roma Tor Vergata", il Dipartimento di studi storico-artistici, archeologici e sulla conservazione dell’Università di "Roma Tre", l’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, con il patrocinio di Consiglio Nazionale delle Ricerche.


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